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Legge 104, Iva più alta, taglio detrazioni, stipendi statali, aumento ore scuola: tante proteste

Proteste e critiche per le misure contenute nella Legge di Stabilità: le norme sotto accusa



L’approvazione della nuova Legge di stabilità ha portato con sé una serie di malcontenti già sfociati nella protesta della scuola di sabato. In piazza sono scesi docenti e studenti, dalla Lombardia alla Sicilia, dal Lazio alla Campania, dalla Toscana alla Basilicata alla Sardegna, per protestare contro l’aumento degli orari per gli insegnanti, contro il nuovo concorso per la scuola 2012, ritenuto ‘inutile e costoso’, contro le retribuzioni degli insegnanti, perché il contratto del personale scolastico è bloccato dal 2009 e gli scatti stipendiali automatici non sono stati erogati.

Proteste anche contro le pensioni e il diritto allo studio e all’innovazione scolastica. Ma i malcontenti non finiscono qui: lo scongiurato, fino ad oggi, aumento dell’Iva di un punto, che passerò dunque dal 10 all’11% e dal 21 al 22%, peserà non poco nelle tasche degli italiani e si tratta di una misura che nessun cittadino avrebbe voluto. In protesta anche la FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, e non solo, a causa della stretta sui permessi lavorativi concessi in base alla legge 104/92.

La nuova Legge di Stabilità prevede, infatti, una stretta sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap, per cui la retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A o per l'assistenza ai figli o al coniuge.

Ciò significa che, per i 3 giorni di permesso mensili, si prevede una diminuzione della retribuzione al 50% a meno che non si tratti dello stesso dipendente della PA che usa il permesso per sua patologia, o che si tratti di assistenza a figli o coniuge, mentre se il permesso dovesse servire ad assistere genitori disabili non ci sarà l’intera retribuzione.

Per la Cgil, si tratta di un atto di discriminazione che creerà ulteriori differenze fra i cittadini. Pesa anche il blocco dei contratti agli statali e lo stop all'indennità di vacanza contrattuale, confermati con la legge di stabilità, e in base alle previsioni, ogni dipendente pubblico perderà nel complesso, tra il 2010 e il 2014, oltre 6mila euro.

Secondo poi Fp-Cgil, alla fine del 2014, a causa del blocco del recupero dell'inflazione, si perderanno 240 euro al mese di potere d'acquisto. In pratica i dipendenti pubblici hanno contratti scaduti a fine 2009 (l'indennità di vacanza contrattuale è stata erogata solo per il 2010) e la legge di stabilità non solo conferma il blocco delle retribuzioni fino a fine 2014 previsto dal precedente governo, ma anche lo stop all'indennità di vacanza contrattuale (il 50% del tasso di inflazione Ipca) per il 2013-14 e il mancato recupero per quello maturato nel 2011 e nel 2012.

Le polemiche impazzano anche sui tagli a deduzioni e detrazioni fiscali previsti dalla Legge di Stabilità, che tra l’altro hanno effetto retroattivo, per quanto il ministro dell’Economia Vittorio Grilli abbia dichiarato che tecnicamente “il nuovo sistema partirà dal 1 gennaio 2013 dal punto di vista di cassa”.

Di fatto, però, i contribuenti saranno chiamati a rispettare le nuove regole già dal modello 730 e Unico 2013. Pioggia di critiche per l'introduzione di una franchigia, una riduzione della somma sulla quale applicare lo sconto del 19% - di 250 euro, per i redditi superiori a 15 mila euro e del tetto di 3mila euro alle detrazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il