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Pensioni 2013: nuove regole per calcolo, età e valore assegno con riforma Fornero 2012

Novità pensioni 2013: cosa cambia dall’anno prossimo



Entreranno in vigore a partire dal 2013 tutte le misure previste dalla Riforma Fornero, che vedrà pensioni sempre più lontane e sempre più esigue a causa del nuovo meccanismo che adeguerà alle aspettative di vita i coefficienti di trasformazione in rendita e i requisiti di età.

Dal prossimo 2013, infatti,  l’età per andare in pensione sarà strettamente agganciata alle aspettative di vita, e più essa cresce più salirà l’età pensionabile. I coefficienti di trasformazioni, invece, cioè le percentuali applicate alla somma dei contributi accantonati, determineranno il livello della pensione che si andrà a percepire; ad esempio, per un montante da 100.000 euro, con l’adeguamento ai nuovi coefficienti, un pensionato di 65 anni passerà da 5.620 a 5.440 euro.

Per il primo incremento è stato applicato il limite massimo di tre mesi, anche se la vita media è aumentata di circa cinque. Così, per esempio, dal primo gennaio 2013 un dipendente potrà staccare a 66 anni e tre mesi per avere la pensione di vecchiaia (rispetto ai 66 sufficienti sino al 31 dicembre prossimo) e una lavoratrice dipendente a 62 anni e tre mesi (le autonome addirittura a 63 anni e 9 mesi).

Per quella di anzianità, invece, ci vorranno 42 anni e cinque mesi, contro gli attuali requisiti di 42 anni e un mese per gli uomini (un anno in meno per le donne). Fino al 31 dicembre 2015, però, per le donne rimarrà la possibilità di andare in pensione con 57-58 anni di età (rispettivamente per dipendenti e autonome) e 35 di contributi e in questo caso il vitalizio sarà calcolato tutto con il contributivo.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il