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Legge di stabilità: più ore a scuola per insegnanti. Ma Ministro Profumo aveva promesso altro

Aumenta l’orario di lavoro degli insegnanti ma non cresce lo stipendio: cosa dovrebbe cambiare nella scuola



Novità scuola previste dalla nuova Legge di Stabilità: la manovra prevede, infatti, interventi sugli orari degli insegnanti che si tradurrebbero in un taglio degli organici. Dovrebbe aumentare l'orario degli insegnanti, compresi quelli a 18 ore, che verrebbero portati tutti a 22/24 ore e sarebbe un aumento di quattro o sei ore che coinvolgerebbe anche gli insegnanti di sostegno.

Le conseguenze saranno, dunque, maggiori carichi di lavoro per i docenti, la riduzione di migliaia di supplenze per gli  spezzoni e di quelle brevi. Si parla di un orario di lezioni di 24 ore effettive mentre negli altri Paesi le ore di lezione sono in media 18-19 e il maggiore carico orario non porterà alcuna maggiore retribuzione.

Il provvedimento coinvolge anche gli insegnanti di sostegno. Le conseguenze di questa decisione sono per prima cosa la riduzione del numero dei docenti precari e ad essere penalizzati sembrerebbero dunque le giovani leve.

I tagli previsti dalla legge di stabilità del 2013 sono un’ulteriore tegola per la scuola pubblica e tra gli altri provvedimenti criticati fortemente l’obbligo dell’orario di servizio di 24 h ( a fronte delle attuali 18) per tutti i docenti della secondaria inferiore e superiore (a parità di stipendio, si intende) con l’unico scopo, neanche tanto mascherato, di aumentare il numero di precari che restano fuori dalla porta, senza preoccuparsi di un ulteriore deterioramento delle condizioni di lavoro dei docenti e della qualità della didattica.

Il tutto completamente diverso rispetto a quanto dichiarato tempo fa dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, che aveva assicurato un miglioramento nel settore.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il