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Decreto legge anticorruzione: le novità e misure approvate

Approvato Ddl anticorruzione: le novità



Il Senato con 228 sì, 33 no e due astenuti ha approvato il maxiemedamento al ddl sulla corruzione, presentato dal ministro della Giustizia Paolo Severino. Il Senato approva poi il ddl Anticorruzione nel suo complesso: con il maxiemendamento e l'articolo due sulla spesa.

I si sono stati 256, 7 i contrari e 4 gli astenuti. Il provvedimento passa ora alla Camera. La normativa anticorruzione prevede diverse modifiche per i reati di concussione e corruzione mentre viene introdotto il reato di traffico di influenze e corruzione privata.

Per quanto riguarda la concussione, la pena minima sale da quattro a sei anni, mentre resta invariata la pena massima di 12 anni. Sul fronte della corruzione, l'articolo 18 del codice penale, che attualmente prevede la corruzione per atto conforme ai doveri d'ufficio, prevede ora la nuova fattispecie di corruzione per l'esercizio della funzione (pena da un minino di uno ad un massimo di cinque anni, che 'copre' anche la fattispecie sostituita).

Aumentano poi le pene per corruzione in atti giudiziari: da un minimo di tre a un massimo di otto anni, si passa da un minimo quattro a un massimo di dieci anni, ma per la forma aggravata sale da quattro a cinque anni la pena minima. Per la corruzione propria è prevista una pena da quattro a otto anni rispetto agli attuali due-cinque.

Per il peculato, la pena minima passa da tre a quattro anni, mentre per l'abuso di ufficio, dagli attuali sei mesi-tre anni si passa da uno a quattro anni. Viene, infine, introdotto il reato di traffico di influenze, con la pena che va da uno a tre anni. Si punisce tanto chi si fa dare o promettere denaro o altra utilità, quanto chi versa o promette con riferimento ad un dovere contrario ai doveri dell'ufficio o all'omissione o al ritardo di un atto dell'ufficio.

C'è, quindi, il reato di corruzione tra privati, che rivede l'art.2635 del codice penale, con pena da uno a tre anni di reclusione. La 'platea' dei possibili autori, oltre agli amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione di documenti contabili societari, sindaci e liquidatori, coloro che sono sottoposti alla direzione o vigilanza di questi ultimi.

Si procede d'ufficio se vi sia distorsione della concorrenza nell'acquisizione di beni o servizi (non più solo su querela di parte) e si prevede che la dazione o promessa può essere riferita non solo ai soggetti attivi ma anche a terzi. Per quanto riguarda pene accessorie e confische, viene ampliato il catalogo delle ipotesi di reato alla cui condanna consegue l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il