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Produzione in timido recupero a gennaio, trend calante

Con un misero incremento di 0,1% su base mensile il settore industriale inaugura l'anno nuovo all'insegna di un timidissimo miglioramento lontano da risollevare le sorti del comparto manifatturiero



Con un misero incremento di 0,1% su base mensile il settore industriale inaugura l'anno nuovo all'insegna di un timidissimo miglioramento lontano da risollevare le sorti del comparto manifatturiero.

I dati Istat di questa mattina si confrontano con le attese degli analisti di +0,2/0,3% per l'indice congiunturale destagionalizzato. Sempre a gennaio, la media annua aggiustata ai giorni lavorativi ha visto una contrazione di 1,5%, di poco inferiore al -1,9% proiettato dagli uffici studi.

L'istituto di statistica ha inoltre rivisto l'indice di dicembre, che guadagna due decimi portandosi a -0,4% da -0,6% della lettura preliminare.

'La revisione di dicembre comporta un livellamento del profilo ma la tendenza al rallentamento: per tornare a un trend di stagnazione occorrono nuove e più significative correzioni al rialzo che ci porterebbero sui livelli di metà 2004, quando è iniziata la caduta' commenta Valentina Ferraris di Ref, che per gennaio proiettava una crescita di 0,4%.

ITALIA MAGLIA NERA IN EUROPA, PERDE COMPETITIVITA'

In considerazione del confronto con i partner comunitari e della progressiva perdita in termini di competitività, si tingono così di grigio le attese degli uffici studi sui prossimi mesi.

Per Lorenzo Codogno di Bank of America  il settore italiano 'continua a far fatica a delineare una ripresa e dubito che potrà riprendersi nei prossimi mesi [...]. Le esportazioni non sono andate male ma peggio rispetto ai partner europei'.

Ancora più pessimista Marco Valli di Ubm, secondo cui i dati odierni fotografano un paese ultimo in Europa ad agganciare la ripresa del settore manifatturiero.

'Le prospettive - se va bene - sono di stagnazione' dice.

'Siamo agli ultimi posti per competitività a causa del rialzo nel costo del lavoro per unità di prodotto, che ad esempio sta calando in Germania, e della specializzazione in settori come i beni di consumo che in questa fase sono penalizzati' aggiunge.

Uno sguardo alle principali controparti della zona euro evidenzia a gennaio un recupero di 0,2% per l'indice francese, su cui le attese erano di un più modesto +0,1%, e un eccezionale balzo di 3,1% di quello tedesco, maggiore incremento da febbraio '95 a fronte di un consensus per +0,5%.

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