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Pensioni 2012: uscita dal lavoro sempre più tardi. E effetti Riforma Fornero non ci sono ancora

Italiani in pensione sempre più dati: gli ultimi dati sulle pensioni in Italia



Che gli italiani vanno in pensione sempre più tardi è cosa nota ormai da tempo e gli ultimi dati lo dimostrano: nei primi 9 mesi dell'anno il numero delle nuove pensioni è crollato del 35,5% rispetto allo stesso periodo del 2013.

A frenare la corsa alle pensioni è il combinato effetto delle norme sullo scalino e sulla finestra mobile ma il presidente dell’Inps, Antonio Mastropasqua, ha detto che “I numeri confermano che il sistema è in sicurezza. Le riforme fatte stanno dispiegando i loro effetti con risultati positivi sulla finanza pubblica”.

I numeri però dicono che tra gennaio e settembre i nuovi assegni liquidati dall'Inps, compresi quelli dell'ex Inpdap, sono stati 199.555 con un calo del 35,5% rispetto ai 309.468 dello stesso periodo del 2011. Il calo più consistente è stato registrato per le pensioni di anzianità nel privato (-44,1%) passate da 127.855 dei primi 9 mesi del 2011 a 71.491 dei primi nove mesi del 2012.

Le pensioni di vecchiaia, sempre nel privato, sono diminuite del 28,7% passando da 97.014 a 69.125. Il dato che tiene conto delle pensioni Inpdap, dal 2012 incorporato nell'Inps, è il risultato soprattutto dell'introduzione nel 2011 della finestra mobile (12 mesi di attesa per i dipendenti, 18 per gli autonomi una volta raggiunti i requisiti) e dello scalino previsto dalla precedente riforma sempre per il 2011 per la pensione di anzianità con le quote (da 59 a 60 anni l'età minima a fronte di almeno 36 anni di contributi).

Gli effetti della riforma Fornero invece si avvertiranno dal 2013 quando si esauriranno la gran parte delle uscite con le vecchie regole (chi ha raggiunto i requisiti entro il 2011 e poi ha atteso le finestre).

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il