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Nuove Province 2012: quali sono quelle tagliate? Cosa faranno i dipendenti?

Nuovo decreto Province: cosa prevede



Per effetto del nuovo decreto legge del governo sul riordino delle Province che prevede l’accorpamento degli enti con meno di 350mila abitanti e sotto i 2.500 chilometri, si passerà così da 86 Province a 50 (Città metropolitane incluse), mentre da giugno del 2013 saranno tutte commissariate con la possibilità di trasferimento per i dipendenti.

Per quanto riguarda i dipendenti, ha detto il ministro della Pubblica amministrazione Patroni Griffi al Corsera, “per il momento non ci sarà una contrazione del personale ma ci potrebbe essere uno spostamento fisico”. Secondo il nuovo riordino in Piemonte saranno salve Torino (Città metropolitana) e Cuneo, accorpate Alessandria e Asti, così come Vercelli, Biella, Verbano/Cusio/Ossola, Novara.

In Lombardia rimarrà Milano (Città metropolitana) oltre a Brescia, Bergamo e Pavia, mentre saranno accorpate Como, Varese, Monza Brianza; Lodi, Mantova, Cremona; Sondrio e Lecco (anche se Sondrio potrebbe essere salvata perché, insieme a Belluno, ha tutto il territorio in zona di montagna).

In Veneto si salva Venezia (Città metropolitana), Vicenza e Verona, mentre Rovigo e Padova saranno accorpate così come Belluno (sempre salvo deroghe) e Treviso; in Liguria saranno unite Savona e Imperia, mentre per Genova (Città metropolitana) e La Spezia non ci saranno cambiamenti. In Emilia Romagna solo Bologna (Città metropolitana) e Ferrara resteranno invariate, mentre saranno accorpate Modena e Reggio Emilia; Parma e Piacenza; Ravenna, Forlì/Cesena e Rimini.

In Toscana si salva solo Firenze (Città metropolitana) e saranno accorpate invece Grosseto, Siena e Arezzo; Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Prato; Pisa e Livorno. In Umbria Perugia si unirà a Terni. Roma (Città metropolitana) unica Provincia che resterà invariata nel Lazio, saranno invece accorpate Frosinone e Latina, Rieti e Viterbo.

Nelle Marche restano Ancona e Pesaro/Urbino. Accorpate Ascoli Piceno, Macerata e Fermo; si passa invece da quattro a due in Abruzzo: L'Aquila-Teramo e Pescara -Chieti; una sola in Molise con l'accorpamento di Campobasso e Isernia, così come in Basilicata dove si uniranno Potenza e Matera. Tre Province salve in Campania: Napoli (Città metropolitana), Salerno e Caserta, accorpate invece Avellino e Benevento.

In Puglia rimarranno Bari (Città metropolitana) e Lecce e saranno accorpate Foggia con Barletta, Andria, Trani e Taranto con Brindisi. Infine in Calabria resterà solo Reggio Calabria, Città metropolitana, mentre saranno accorpate Cosenza e Crotone così come Catanzaro e Vibo Valentia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il