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Detrazioni famiglie da rivedere: più benefici ai redditi bassi. Monti valuta revisione Irpef

Maggiori benefici per i redditi più bassi: cosa fare?



E’ al vaglio del governo l'eliminazione dell'intero pacchetto Irpef contenuto dal disegno di legge di Stabilità: il taglio delle due aliquote più basse (dal 23 al 22 fino a 15 mila euro e dal 27 al 26 tra 15 e 28 mila euro) è stato infatti oggetto di una serie di critiche che hanno dimostrato come l'operazione, sommata all'aumento dell'Iva, penalizzi i redditi più bassi.

Al momento l’ipotesi al vaglio è quella di smontare la riduzione di aliquote e recuperare 4,2 miliardi. Si cerca di ritrovare benefici per chi percepisce redditi più bassi partendo dalle questioni sociali più controverse, dalla tassazione Tfr, all’aumento Iva no profit, alle pensioni di guerra, alla tassazione imprese agricole, per arrivare agli esodati e alla scuola.

Dietrofront, dunque, sull’ Irpef? Il Pd in questo senso sembra diviso perché c’è chi vorrebbe limitare l’intervento a una revisione del taglio delle detrazioni e chi vorrebbe azzerare completamente la manovra sull’Irpef per eliminare i due punti di Iva.

L’operazione Iva e Irpef rispetto a oggi aumenta comunque la pressione fiscale di un miliardo e 400 milioni nel 2013, un miliardo e mezzo nel 2014, di 2 miliardi e 100 milioni nel 2015.

Secondo i tecnici del Pd, infatti, il peso del punto di Iva pesa di più dello sconto sulle aliquote Irpef, considerato anche il taglio alle detrazioni e la nuova tassazione su Tfr e sulle pensioni di guerra. Non è escluso inoltre che il Pdl punti direttamente ad un ulteriore intervento di blocco dell'Iva alle percentuali attuali.

La proposta sarebbe quella di introdurre una nuova clausola di salvaguardia in base alla quale ci si impegni a trovare le risorse per scongiurare l'aumento dell'Iva previsto per luglio 2013 con un intervento selettivo sulle detrazioni fiscali e rivedendo gli sconti fiscali alle imprese.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il