BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Aquila: dopo condanna per terremoti pesanti conseguenze per sicurezza e prevenzione rischi Italia

Sentenza terremoto L’Aquila: le conseguenze fra dimissioni e rischi



Piovuta una raffica di dimissioni eccellenti all'indomani della condanna di sette scienziati ed esperti che ‘non allertarono, anzi minimizzarono i rischi di un terremoto a L'Aquila’. Via i vertici della Grandi Rischi: non solo il presidente, il fisico Luciano Maiani, ma anche il presidente emerito Giuseppe Zamberletti e il vicepresidente Mauro Rosi hanno rassegnato dimissioni a  Monti.

Maiani ha deciso di dimettersi per l'impossibilità di lavorare serenamente e offrire pareri di alta consulenza scientifica allo Stato in condizioni così complesse. Hanno lasciato poi anche altri membri della Grandi Rischi, come Roberto Vinci, del Cnr.

Anche il direttore dell'ufficio rischio sismico della Protezione Civile, Mauro Dolce, tra i sette condannati, ha presentato le dimissioni. La prima conseguenza della sentenza di condanna emessa nei confronti dei componenti della ex commissione Grandi rischi è la paralisi delle attività di previsione e prevenzione.

Secondo il Dipartimento della Protezione civile si arriverà alla paralisi, poiché è facile immaginare l'impatto di questa vicenda su tutti coloro che sono chiamati ad assumersi delle responsabilità in questi settori considerati i pilastri di una moderna Protezione civile.

Il rischio, sottolinea il dipartimento, è “che si regredisca a oltre vent'anni fa, quando la Protezione civile era solo soccorso e assistenza a emergenza avvenuta. Oppure che chi è incaricato di valutare finisca per alzare l'allerta al massimo livello ogni qualvolta i modelli previsionali forniscano scenari diversificati, generando una crescita esponenziale di allarmi che provocheranno assoluta sfiducia nei confronti di chi li emette o situazioni di panico diffuso tra la popolazione”.

Critici i commenti sulla sentenza dall’estero: gli svizzeri del Sed, il servizio sismico di Berna, attraverso il direttore Stefan Wiemer, hanno fatto sapere “Siamo sorpresi. In una situazione simile non ci saremmo comportati diversamente dai colleghi italiani”.

Dal Giappone, Koshun Yamaoka, ordinario di sismologia dell’università di Nagoya, ha detto che considera la sentenza “una sentenza rigida, da choc, che impedirebbe in Giappone di accettare qualsiasi incarico in commissioni di esperti”.
 
Autore:

Marianna Quatraro

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il