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Province: abolizione Decreto Novembre 2012. Quelle da salvare secondo le regioni

Nuovo decreto Province: le novità a fine novembre



E’ scontro sul nuovo  decreto delle Province che prevede l’accorpamento degli enti con meno di 350mila abitanti e sotto i 2.500 chilometri e il passaggio così da 86 Province a 50 (Città metropolitane incluse), mentre da giugno del 2013 saranno tutte commissariate con la possibilità di trasferimento per i dipendenti. Una decina di altre Province dovrebbero essere tagliate dalle Regioni a Statuto speciale.

Secondo il decreto, che approderà in Consiglio dei ministri per la prima riunione di novembre, dalla fine di giugno 2013 tutti gli enti saranno guidati da un commissario che si occuperà della transizione verso il nuovo regime. Le Province lombarde hanno deciso, martedì, di uscire dall’Unione delle Province d’Italia (Upi) in polemica sui tagli e la spending review e hanno lanciato la proposta alle province di Veneto, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna, di seguirle e di arrivare alla creazione di un’unione delle Province del Nord.

Con il nuovo riordino, in Piemonte saranno salve Torino (Città metropolitana) e Cuneo, mentre saranno accorpate Alessandria e Asti, e Vercelli, Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Novara. In Lombardia rimarrà Milano (Città metropolitana) oltre a Brescia, Bergamo e Pavia, mentre saranno accorpate Como, Varese, Monza Brianza; Lodi, Mantova, Cremona; Sondrio e Lecco (anche se Sondrio potrebbe essere salvata perché, insieme a Belluno, ha tutto il territorio in zona di montagna).

In Veneto sarà salva Venezia (Città metropolitana), insieme a Vicenza e Verona, mentre Rovigo e Padova saranno accorpate così come Belluno (sempre salvo deroghe) e Treviso; in Liguria saranno unite Savona e Imperia, mentre per Genova (Città metropolitana) e La Spezia non ci saranno cambiamenti.

In Emilia Romagna salve solo Bologna (Città metropolitana) e Ferrara, mentre saranno accorpate Modena e Reggio Emilia; Parma e Piacenza; Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. In Toscana si salva solo Firenze (Città metropolitana) e saranno accorpate invece Grosseto, Siena e Arezzo; Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Prato; Pisa e Livorno.

In Umbria Perugia si unirà a Terni, mentre Roma (Città metropolitana) sarà l’unica Provincia che resterà invariata nel Lazio, mentre saranno accorpate Frosinone e Latina, Rieti e Viterbo. Nelle Marche restano Ancona e Pesaro-Urbino, saranno invece accorpate Ascoli Piceno, Macerata e Fermo; si passa invece da quattro a due in Abruzzo: L'Aquila/Teramo e Pescara /Chieti; una sola in Molise con l'accorpamento di Campobasso e Isernia, così come in Basilicata dove si uniranno Potenza e Matera.

In Campania si salveranno Napoli (Città metropolitana), Salerno e Caserta, accorpate invece Avellino e Benevento. In Puglia Bari (Città metropolitana) e Lecce non subiranno variazioni. Accorpate invece Foggia con Barletta-Andria-Trani e Taranto con Brindisi. Infine in Calabria resterà solo Reggio Calabria, Città metropolitana e saranno accorpate Cosenza e Crotone e Catanzaro e Vibo Valentia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il