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Aumento ore insegnanti scuola Legge stabilità: proteste e petizioni online. Soluzioni al vaglio

Aumento ore insegnanti scuola: proteste e petizioni sul web



Più ore di lavoro in cambio di un maggior numero di giorni di vacanza e cioè dalle attuali 18, le ore di lavoro settimanali passeranno a 24 e le 6 ore in eccedenza saranno utilizzate per coprire le ore di supplenza solitamente assegnate ai precari.

A essere penalizzati sono proprio quest'ultimi che, di conseguenza, avranno meno opportunità di lavoro nel corso dell'anno. Ma l’allungamento delle ore di lavoro settimanali hanno provocato non pochi malcontenti tanto che è stato dato il via ad una raccolta firma per una petizione popolare. Il provvedimento coinvolge anche gli insegnanti di sostegno.

Le conseguenze di questa decisione sono per prima cosa la riduzione del numero dei docenti precari e ad essere penalizzati sembrerebbero dunque le giovani leve. La protesta incalza anche su blog e forum di discussione.

I tagli previsti dalla legge di stabilità del 2013 sono un’ulteriore tegola per la scuola pubblica e tra gli altri provvedimenti criticati fortemente l’obbligo dell’orario di servizio di 24 h ( a fronte delle attuali 18) per tutti i docenti della secondaria inferiore e superiore (a parità di stipendio, si intende) con l’unico scopo di aumentare il numero di precari che restano fuori dalla porta, senza preoccuparsi di un ulteriore deterioramento delle condizioni di lavoro dei docenti e della qualità della didattica.

Secondo la Uil scuola, in Europa i professori di scuola superiore già lavorano meno delle 18 ore attuali di cattedra degli insegnanti italiani. L'aumento a 24 ore settimanali, sempre con la stessa retribuzione, ci allontanerebbe dall'Europa e, secondo parecchi addetti ai lavori, anche dalla Costituzione che non prevede di lavorare gratis, perché l'aumento di un quarto dell'orario di lavoro avverrebbe a stipendio bloccato al 2009.

Secondo il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, invece, “bisogna portare il livello di impegno dei docenti sugli standard dell'Europa occidentale: la scelta di governo toglierà spazio a molte supplenze (sia quelle brevi che i cosiddetti spezzoni) e con il risparmio ottenuto si gireranno risorse sull'edilizia scolastica e sulla formazione dei docenti”. 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il