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Mediazione civile non obbligatoria: cosa succede per cause in corso e chi vi lavora

La mediazione civile non più obbligatoria: cosa cambia



Per gli avvocati è una vittoria, ma molti se ne lamentano: in discussione la decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato la mediazione civile obbligatoria incostituzionale.

Il carattere obbligatorio della mediazione cesserà di avere efficacia già all'indomani della pubblicazione della sentenza della Consulta. Il ministro della Giustizia Paola Severino non sembra troppo preoccupata dalla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato l'obbligatorietà della media conciliazione e ha detto: “Non ho letto le motivazioni ma la sentenza ha dichiarato l'illegittimità solo di una parte, quella relativa alla mediazione obbligatoria,  vuol dire che lavoreremo sugli incentivi”.

Incentivi fiscali che oggi rendono la mediazione anche economicamente allettante, giacchè in caso di successo della mediazione viene riconosciuto un credito di imposta commisurato alle indennità che le parti devo versare all’arbitro, fino alla concorrenza di 500 euro, e che potrebbero essere ora, dopo la scomparsa dell’obbligatorietà, essere allargati ancora.

Per quanto riguarda i processi di mediazione in corso, essi potranno continuare, così come potranno continuare anche gli altri la differenza è che se prima la mediazione era obbligatoria, adesso è facoltativa. Il presidente dell’Oua (Organismo Unitario Avvocatura) Maurizio De Tilla ritiene la mediazione civile obbligatoria un vero e proprio fallimento, infatti ha dichiarato “La media conciliazione obbligatoria è fallita. Dopo otto mesi dalla sua entrata in vigore non sono più di tremila le conciliazioni effettivamente realizzate con la procedura di obbligatorietà. E in queste vanno comprese le controversie che le parti assistite dagli avvocati avevano già conciliato e sono andate davanti al mediatore per ottenere un titolo esecutivo”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il