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Decreto tagli costi politica e regioni Governo Monti bocciato

Bocciato all’unanimità il decreto che taglia i costi della politica per gli enti locali



La commissione Bicamerale per gli Affari Regionali ha bocciato il decreto sui tagli ai costi della politica di Regioni e Enti locali. Si tratta di un parere contrario dato alle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera che esaminano nel merito il testo.

I presidenti della commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera hanno scritto una lettera al premier Mario Monti, in cui sollecitano il governo a spostare il termine del 30 ottobre entro il quale le Regioni dovrebbero adeguarsi ai parametri sui costi della politica definiti dal recente decreto del governo.

Il motivo dello stop al decreto che taglia i costi della politica per gli enti locali dipende dal fatto che i controlli preventivi di legittimità della Corte dei Conti sugli atti di Regioni e Comuni non reggono.

Pur, infatti, considerando apprezzabili le misure tese a determinare una riduzione dei costi della politica e ravvisando l’opportunità di un rafforzamento della leale collaborazione tra Stato e autonomie territoriali, la bicamerale ritiene insufficiente l’impianto complessivo del provvedimento e di non piena compatibilità con le prescrizioni del Titolo V della Costituzione, quello che definisce i confini dei poteri di Regioni e Stato centrale.

Secondo Luciano Pizzetti (Pd), “Il provvedimento contiene tante cose e la parte sui tagli è ampiamente condivisibile. Però non possiamo usare i Fiorito e gli Zambetti come cavallo di troia per cambiare la Carta costituzionale. Il parere preventivo della Corte dei Conti ci riporta a uno Stato centrale e prefettizio che butta a mare tutto quello che abbiamo fatto in questi anni per il federalismo e l’autonomia delle Regioni”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il