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Legge anticorruzione è ufficiale: le novità e le misure approvate

Via libera al Dl Anticorruzione: cosa prevede



Via libera al nuovo decreto anticorruzione: la Camera ha, infatti, approvato il disegno di legge contente le misure per arginare uno dei fenomeni che più di qualsiasi altro penalizza l’Italia.

Il provvedimento ha registrato 480 voti favorevoli, 19 contrari e 25 astenuti: ha votato contro l'Idv, mentre la Lega Nord, pur avendo ieri votato no alla fiducia, oggi si é espressa a favore delle nuove norme. Si sono astenuti i Radicali e Alfredo Mantovano (Pdl).

Tra le novità previste: introdotto il nuovo reato di traffico di influenze illecite, che prevede la reclusione da uno a tre anni per chi sfrutta le sue relazioni con un pubblico ufficiale per farsi dare o promettere denaro come contropartita della sua mediazione illecita o per indurre il pubblico ufficiale a compiere un atto contrario ai suoi doveri.

Sarà punita con la reclusione da uno a tre anni la corruzione degli amministratori preposti alla redazione dei documenti contabili che per denaro o altro compiono o omettono atti contrari ai loro doveri danneggiando la società per cui lavorano. Non potranno più candidarsi ad alcuna carica i condannati con sentenza definitiva per delitti non colposi.

Per l’induzione indebita a dare o promettere utilità, la cosiddetta concussione per induzione, sarà d’ora in poi punito con reclusione (3-8 anni) il pubblico ufficiale che induca il privato a pagare; la sanzione prevede fino a 3 anni per il privato che dà o promette denaro o altro.

Per il reato di corruzione per l'esercizio della funzione si inaspriscono le pene con la reclusione da uno a cinque anni, anziché da sei mesi a tre anni; previsti poi aumenti di pena per i reati di corruzione in atti giudiziari, per cui la pena passa da 3-8 anni a 4-10, mentre per la forma aggravata si aumenta la pena minima da 4 a 5 anni; di corruzione propria, che prevede una pena da 4 a 8 anni rispetto agli attuali 2-5; di peculato, con una pena minima passa da tre a quattro; e di Abuso di ufficio, per cui la pena passa dagli attuali sei mesi-tre anni a quella da uno a quattro anni.

Tra le altre novità, l'obbligo per i magistrati di ogni tipo con incarichi di vertice in ministeri e uffici pubblici di dichiararsi fuori ruolo e delega al governo (4 mesi) per individuare ulteriori incarichi sottoposti all'obbligo. Fissato un tetto massimo di 10 anni, anche continuativi, per gli stessi incarichi. Previste poi nuove tutele per dipendenti che denunciano abusi, come il divieto di sanzione, licenziamento o di misure discriminatorie.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il