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Legge di stabilità: detrazioni in base al reddito e senza franchigia. Fuori i mutui

Nuova legge di stabilità e detrazioni: cosa cambia



Le detrazioni previste dalla nuova Legge di stabilità saranno definite in base al reddito ed ora destinate ai lavoratori dipendenti probabilmente nella fascia tra i 40 e i 55 mila euro di reddito all'anno mentre solo nel 2014 si potrà prevedere una estensione agli autonomi. Voce di cui si discute particolarmente è quello di una revisione delle agevolazioni fiscali, oltre 700 voci per oltre 25 miliardi.

Di questi miliardi oltre 80 sono blindati, perché fanno parte della stessa struttura impositiva (le detrazioni per familiari a carico, per lavoro dipendente, ecc) o perché servono a evitare la doppia imposizione o perché attuano principi costituzionali.

Altra questiona in ballo è l’eliminazione della franchigia di 250 euro e il tetto di 3.000 euro alle detrazioni e deduzioni fiscali per le spese sanitarie, i mutui e l'istruzione. La detrazione mutuo prima casa sarebbe fuori dalla stretta della legge di stabilità 2012.

La precedente disciplina sulle detrazioni mutuo prima casa  prevedeva che i contribuenti che avevano acceso un mutuo per l’acquisto prima casa, potevano detrarre gli interessi passivi su questo mutuo al 19% con un tetto di 4 mila euro, cioè 760 euro al massimo.

Con la nuova legge di stabilità cambia la detrazione mutuo prima casa: il tetto sarebbe ridotto a 3 mila euro, non solo per la detrazione sugli interessi passivi del mutuo per l’acquisto prima casa, ma per tutte le detrazioni fiscali.

Ora i relatori in Commissione alla Camera, Pier Paolo Baretta (Pd) e Renato Brunetta (Pdl), stanno lavorando ad un progetto per tagliare fuori dalla stretta imposta con il tetto dei 3mila euro previsto dalla prima versione del disegno di legge di stabilità, modifica che prende in considerazione proprio il fatto che in base all’attuale formulazione della norma, di fatto, la spesa per i mutui basterebbe da sola a raggiungere il tetto e impedirebbe di portare in detrazione altre spese documentate. Confermata invece la rinuncia alla riduzione delle aliquote Irpef e il blocco dell'Iva che non salirà all'11%.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il