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Aumento stipendio grazie a tagli cuneo fiscale Legge di stabilità 2012 solo a pochi lavoratori

Stipendi più alti per taglio del cuneo fiscale: cosa cambia



Sì ai tagli del cuneo fiscale con effetti diretti sul netto in busta paga, che dovrebbe portare aumenti per i lavoratori dipendenti; non più abbattimento retroattivo ai redditi 2013 delle detrazioni e delle deduzioni dall'imposta sulle persone fisiche, e blocco dell'aumento di 1 punto dell'aliquota Iva del 10% (che riguarda beni di prima necessità come acqua, latte, carne, frutta e verdura).

L'intervento sul cuneo fiscale riguarderà solo i lavoratori e le famiglie, che per fasce di reddito ancora da definire saranno sgravati con un aumento delle detrazioni da lavoro dipendente e delle detrazioni per i figli a carico (che oggi partono da 800 euro per ciascun figlio sopra i tre anni).

I fondi a disposizione per incidere sul cuneo fiscale sono il risultato di un’operazione aritmetica che tiene conto dell’eliminazione del taglio delle aliquote Irpef, che farà risparmiare al governo 4,2 miliardi. A questa somma, però, bisogna sottrarre 2 miliardi, che servono per risanare il buco lasciato dalla rinuncia alla franchigia di 250 euro di detrazioni fiscali che sembra ormai acquisita, e va sottratto anche il miliardo e due che serve per non toccare l’aliquota Iva del 10%, quella sui generi di prima necessità.

Resta, per l’appunto, un miliardo, almeno per il 2013. Per gli anni successivi le cose potrebbero andare meglio perché le due aliquote Irpef lasciate intatte produrrebbero un gettito di 6,5 miliardi e quindi al miliardo di oggi se ne potrebbero aggiungere altri due (tre in totale, quindi) da destinare al taglio del cuneo fiscale, ma dal 2014.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il