BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Esodati: il vero problema sono i numeri. Le soluzioni ancora possibili per aumentare pensioni

Continuano a destar dubbi i numeri sugli esodati: le possibili soluzioni



Gli esodati ancora al centro delle discussioni del governo per il problema delle risorse da reperire per la copertura della loro salvaguardia. L’ipotesi di qualche giorno fa di una tassa del 3% sui redditi oltre i 150mila euro andrebbe comunque a finanziare solo 500 milioni dei 3 miliardi che servono per i fondi a tutela degli esodati.

La misura sarebbe attesa insieme all'aumento delle accise sulle sigarette (se le risorse dovessero essere insufficienti). Per finanziare la salvaguardia degli esodati negli anni 2013 e 2014, si legge nel testo dell'emendamento, a decorrere dal primo gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2014 sul reddito di importo superiore a 150mila euro lordi annui, è dovuto un contributo di solidarietà del 3% sulla parte eccedente il predetto importo.

Gli altri 2,7 miliardi dovranno arrivare dall’aumento delle sigarette stimato in 80 centesimi a pacchetto dalla Federazione Italiana. Il viceministro al Welfare, Michel Martone, ha chiarito: “Governo e Parlamento congiuntamente stanno lavorando per dare risposte a determinati casi specifici con le risorse che si renderanno disponibili dopo le verifiche dei decreti già approvati”.

A confermare le parole di Martone, l’ex ministro Cesare Damiano, secondo cui “Come ha dichiarato il vice ministro Martone, si sta lavorando per ampliare la platea dei salvaguardati oltre le 120 mila persone già tutelate. Aspettiamo di avere una definizione numerica da parte del governo per stabilire le necessarie coperture”.

Il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo, ha anche dichiarato: “Il Governo ammette l'estrema importanza alla risoluzione della questione degli esodati tuttavia sussistono oggettive difficoltà in ordine alla esatta quantificazione degli oneri a causa della mancata conoscenza della platea definita e circoscritta dei destinatari degli interventi”.

Per risolvere la questione, un’ipotesi potrebbe essere quella di ricorrere a un meccanismo di autofinanziamento del fondo da cento milioni previsto dal ddl Stabilità, puntando in particolare sulle risorse che rimarranno inutilizzate sugli oltre nove miliardi già stanziati per i primi 130mila salvaguardati.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il