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Spending Review: tagli statali ma anche sanità e posti letto. Anche quelli privati

Tagli statali e sanità pubblica e privata: cosa cambia con Spendine Review



Sono diversi i tagli previsti dalla Spendine Review, che toccano il mondo degli statali e della sanità, ma questa volta non solo pubblica. Coinvolta è anche la sanità privata. Sarebbero a rischio circa 10mila posti letto.

Il 63% delle cliniche private potrebbe perdere, infatti, l'accreditamento con il Servizio sanitario nazionale. I nuovi standard ospedalieri redatti dal ministero della Salute e all'esame delle Regioni prevedono che non possano essere più accreditate le cliniche private con meno di 80 posti letto per acuti (quelli che servono ai ricoveri).

Contro il provvedimento si è subito scagliato il presidente della Lombardia Roberto Formigoni, che ha annunciato: “Non faremo passare i tagli”. D’accordo il presidente dell'Associazione dell'ospedalità privata (Aiop), Gabriele Pellissero, secondo cui “ci sarebbe una perdita di circa 10 mila posti letto e altrettanti posti di lavoro. Si tratta di una ipotesi profondamente irrazionale e nociva”.

I tagli per la sanità pubblica prevedono, invece, 7.389 posti letto in meno nelle strutture ospedaliere italiane. Se al primo gennaio 2012 in Italia erano presenti 231.707 posti letto (3,82 ogni mille abitanti) di cui 195.922 per acuti (3,23 ogni mille abitanti) e 35.785 per post-acuti (0,59), obiettivo attuale è raggiungere una media complessiva di 3,7 posti letto per mille abitanti, di cui 0,7 deve essere dedicato a riabilitazione e lungo-degenti e i restanti 3 per gli acuti.

Per quanto riguarda il taglio degli statali, dovrebbe aggirarsi su circa sei mila persone il numero dei dipendenti pubblici che dovranno essere ‘tagliati’ nel prossimo 2013.

Questa cifra comprenderebbe 3.100 nei ministeri, cui si aggiungono 58 dirigenti di prima e seconda fascia, mentre negli enti di ricerca i dipendenti in sovrannumero arriverebbero a quota 140. Per questi due comparti della Pa centrale si stima che circa l'80% di queste eccedenze potrà essere gestito con pensionamenti e prepensionamenti o trasferimenti volontari prima di arrivare all'attivazione della cosiddetta messa in disponibilità che apre la strada della mobilità collettiva.

Critica la situazione per i due grandi enti previdenziali, Inail e Inps, che hanno già effettuato forti tagli e  per cui gli esuberi determinati dalla sola spending review sarebbero troppi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il