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Ricongiunzioni pensioni: le regole dopo la Riforma Fornero. Novità e cosa cambia

Pensioni e ricongiunzioni: la situazione



Sono circa 650mila i contribuenti italiani che per ottenere l’assegno pensionistico cui credevano in buona fede di aver diritto, dovranno versare un bel po’ di soldi o ricorrere alla totalizzazione, che però calcola la pensione con il solo metodo contributivo, dimezzando, dunque, l’entità dell’assegno.

La norma che impediva i ricongiungimenti gratuiti è del 2010, porta la firma dell’ex ministro del Welfare Sacconi. Nel 2010, l'articolo 12 al decreto 78, sosteneva che le ricongiunzioni verso l'Inps, fino ad allora senza oneri, sarebbero diventate costose, ‘onerose’ e, in modo retroattivo, dal primo luglio (la legge era del 30 luglio) a tutti coloro che hanno fatto domanda di pensione e che nella vita hanno cambiato lavoro una volta o più (e dunque pure ente di previdenza) è arrivata la lettera dell'Inps con i diversi calcoli, che a volte hanno dato come risultato cifre esorbitanti che si sarebbero potute versare in un’unica soluzione o anche a rate in diversi anni.

L’alternativa era la totalizzazione dei contributi, del tutto gratuita, ma che impone il contributivo anche a chi ha le carte in regole per il retributivo, con una penalizzazione del 40-50% sull'assegno mensile. La norma vale per tutti quelli che hanno versato contributi all’Inpdap o ad altri enti e vogliono ricongiungere con Inps.

La ricongiunzione verso l’Inps era gratuita perché faceva accedere a trattamenti pensionistici meno favorevoli, ma onerosa per i lavoratori autonomi che migravano in Inps perché il loro fondo era meno generoso. Ci sono lavoratrici e lavoratori che hanno versato negli altri fondi o gestioni anche 19 anni di contribuzione e che per tali periodi non avranno diritto a nulla.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il