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Israele: guerra continua. Nuovi razzi e morti tra cui bambini. Ultime notizie aggiornate

Piovono razzi e muoiono donne e bambini: la situazione fra Israele e Palestina



Non si ferma il fuoco della discordia fra Israele e Palestina: dopo la pioggia di razzi che ha caratterizzato questi ultimi due giorni, tre palestinesi, tra i quali un bambino di cinque anni, sono morti in un raid aereo israeliano sulla città di Gaza. Così il numero dei martiri è salito a 80 con la morte di Nisma Abu Zorr, 23 anni, Mohammed Abu Zorr, cinque anni, e Ahid al-Qatati, 35 anni, in un raid aereo.

L'attacco aereo ha colpito il quartiere di Zeitun, mentre in un altro raid ha completamente distrutto durante la notte una stazione di polizia di Gaza. Anche le navi da guerra israeliane hanno bombardato la Striscia di Gaza nella notte. Ieri la giornata più violenta del conflitto: in tutto 29 palestinesi morti, tra cui molte donne e 11 bambini.

Tra gli oltre 50 obiettivi centrati oggi dall'aviazione israeliana a Gaza, anche due edifici che ospitavano uffici di diverse emittenti, locali e internazionali (dalla Sky News britannica a Russia Today), con 8 feriti, azione condannata dall'associazione dei giornalisti palestinesi e da quella israeliana, oltre che da diverse organizzazioni straniere, anche se una portavoce delle forze armate d'Israele (Tzahal) ha precisato che l'aviazione ha distrutto con ‘la massima precisione’ due antenne che venivano utilizzate da Hamas a fini operativi.

Nella guerra, anche di comunicazione, Israele è riuscita ad impadronirsi della frequenza di radio Al Aqsa, vicina ad Hamas: chi si fosse sintonizzato avrebbe ascoltato l'ammonimento di Tzahal alla gente a stare alla larga dai miliziani. Risolvere questa truce situazione sembra un’ardua impresa da molti anni e se sa una parte il primo ministro Benyamin Netanyahu si dice pronto ad estendere le operazioni militari, dall'altro Barack Obama dice no a un'offensiva di terra.

Anche il ministro degli Esteri britannico, William Hague, rinnovando l'appoggio a Israele, ha detto che ‘un'azione di terra a Gaza sarebbe difficile da sostenere’. La posizione di Israele, intanto, è ferma: finirla prima con i missili sullo Stato ebraico e poi avviare la discussione. E sui tempi e sul come fare questo spetterà deciderlo ad un tavolo aperto al Cairo. Il numero uno dell'Onu, Ban Ki Moon, ha lanciato un appello per ‘un cessate il fuoco immediato’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il