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Dipendenti pubblici e statali: esuberi nel 2013 ma anche perdita valore stipendio

Tagli dipendenti statali ma anche stipendi più leggeri: gli ultimi dati



Non solo tagli ma anche buste paga più leggere: si profila un momento davvero pesante per i dipendenti statali. In tutto dovrebbero essere circa sei mila i dipendenti pubblici che dovranno essere ‘tagliati’ nel prossimo 2013.

Il numero degli eventuali tagli comprenderebbe 3.100 nei ministeri, 58 dirigenti di prima e seconda fascia, e 140 impiegati negli enti di ricerca. L’Inail poi, che ha già effettuato il taglio del 10% previsto dalla legge 148 del 2011, prevede altri 900 ‘tagliati’, di cui 259 effettivi, cioè da gestire nella prospettiva della mobilità.

Per l'Inps, gli esuberi sarebbero invece duemila. Per questi due comparti della Pa centrale si stima che circa l'80% di queste eccedenze potrà essere gestito con pensionamenti e prepensionamenti o trasferimenti volontari prima di arrivare all'attivazione della cosiddetta messa in disponibilità che apre la strada della mobilità collettiva.

Ma non solo tagli: secondo le ultime rilevazioni dell’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) le retribuzioni dei dipendenti statali nel 2011 hanno perso lo 0,2% rispetto al 2010 e, secondo uno studio della Cgil, dal 2010 al 2014 gli statali perderanno mediamente 6.000 euro.

Secondo l’Aran, tra il 2000 e il 2011 le retribuzioni di fatto nella pubblica amministrazioni sono lievitate del 40,6% a fronte del 27,1% di inflazione e della crescita del 33,7% nel settore privato. E in base alle stime, alla fine del 2014, una busta paga media di uno statale perderà 240 lordi euro nel potere di acquisto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il