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Esodati: i motivi per cui la soluzione non è nella Legge di Stabilità

Esodati: in attesa ancora di soluzioni ufficiali



Il governo negli ultimi tempi ha più volte annunciato eventuali soluzioni per risolvere la questione degli esodati, cioè per quei lavoratori che hanno firmato un accordo per mettersi in mobilità e che ora rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione a causa dell’allungamento dell’età pensionabile stabilito dalla riforma Fornero.

Inizialmente si pensava che la soluzione fosse arrivata con l’approvazione dell’emendamento alla Legge di Stabilità, dell'ex-ministro Renato Brunetta del Pdl e dal deputato del Pd Pier Paolo Baretta, che hanno proposto di far pagare la tutela degli esodati a chi riceve una pensione lorda sopra i 3mila euro.

Ma i sindacati hanno evidenziato come tale provvedimento non possa in realtà risolvere tutti i problemi, innanzitutto perché, come spiegato dalla Cgil, i lavoratori salvaguardati dall'emendamento sono quelli che maturano il diritto alla pensione entro il dicembre del 2014, con le vecchie regole in vigore prima della riforma Fornero.

Ed ecco allora che gli esodati rischiano ancora e i numeri (ancora non ufficiali) parlano di 31mila persone di più di 50 anni, obbligate a lasciare il proprio posto di lavoro, pur non avendo raggiunto i limiti pensionistici per ricevere indennità saltata poi a causa della nuova normativa che prevede precisi requisiti per uscire dal lavoro.

E rimane aperta anche la questione dei lavoratori che avevano iniziato a versare dei contributi volontari per maturare il diritto alla pensione con i vecchi requisiti precedenti la riforma Fornero, migliaia di persone che sono state licenziate per vari motivi ma che non possono essere classificate come esodati, poiché non hanno firmato degli accordi con l'azienda per mettersi in mobilità.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il