Mutuo a tasso fisso o a tasso variabile dopo l'aumento dei tassi di interesse ?

Dopo il recente rialzo del costo del denaro firmato dalla Banca Centrale Europea si é riacceso il dibattito amletico sui mutui: meglio a tasso fisso oppure a tasso variabile?



Sempre più spesso le banche e le finanziarie ci rifilano pubblicità ammiccanti che illustrano le meraviglie dei mutui facendo credere agli ingenui di turno di potersi finalmente fare la casa dei loro sogni. Ma le cose stanno davvero cosi?

La domanda naturalmente é del tutto retorica.

Dopo il recente rialzo del costo del denaro firmato dalla Banca Centrale Europea si é riacceso il dibattito amletico sui mutui: meglio a tasso fisso oppure a tasso variabile?

Sicuramente tra i tifosi del mutuo a tasso fisso troviamo le associazioni dei risparmiatori che aderiscono ad Intesa Consumatori, la quale, dopo aver esaminato alcuni mutui a tasso variabile (indicizzati) riferiscono di alcuni aumenti.

In un articolo molto interessante che ho trovato su Finanza e Mercati per Intesa Consumatori un finanziamento di 100mila euro a 10 anni, con un tasso del 4%, una rata semestrale di 6,115 euro, un rialzo al 4,25% determina un incremento pari a 148 euro all'anno e se la cifra sale a 200mila euro l'aumento diventa superiore ai 300 euro.

A diversa conclusione arriva invece l'ABI (Associazione Bancaria Italiana) che difende strenuamente il mutuo a tasso variabile.

Il Presidente dell'Associazione Maurizio Sella sostiene che "Le condizioni favorevoli del mercato hanno spinto le famiglie a preferire contratti a tasso variabile.".

Secondo Sella il mutuo a tasso variabile risulterebbe ancora il preferito dagli italiani.

I parametri usati dall'associazione sono però diversi da quelli di Intesa Consumatori, come la si risolve allora?

Cosa cambierebbe se i tassi dovessero salire ancora?

Oggi l'incertezza dovuta al rialzo dei tassi può essere in parte aggirata con la sottoscrizione di specifiche clausole che forniscono un’assicurazione contro il rischio che i tassi superino determinati livelli.

Allora é meglio preferire un tasso strutturato in modo da non operare la scelta tra mutuo a tasso fisso ed a tasso variabile subito ma dopo 24 mesi, per valutare con più calma l’andamento generale dei mercati?

Due appunti di Intesa Consumatori: 1) affidarsi ad un consulente finanziario serio 2) le banche sono obbligate a consegnare al cliente il prospetto con le condizioni contrattuali e la nota informativa (modello Ensis) personalizzata, costruita in base alle esigenze specifiche del cliente e al suo profilo economico.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il