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Esodati: soluzione dipendenti aziende private e Poste. Diverso caso statali e P.A

Esodati: le soluzioni per lavoratori poste e dipendenti pubblici



Si continua a parlare di esodati e dopo tanti rompicapi sembrano arrivate le prime soluzioni: si parte dagli esodati della pubblica amministrazione per cui, diversamente da quanto annunciato inizialmente, farà fede la data di emanazione ufficiale del provvedimento di esonero, fissata al 4 dicembre 2011.

Non sarà, dunque, più sufficiente avere avuto l’ok, ma si deve possedere un attestato formale di esonero dal servizio, non posteriore al 4 dicembre dello scorso anno, per accedere ai parametri di salvaguardia.

Nessuna salvaguardia pensionistica, dunque, agli ex dipendenti pubblici in esonero dal servizio se il relativo provvedimento non è stato formalmente adottato entro il 4 dicembre 2011. Saranno ammessi alla tutela anche coloro che avranno stipulato accordi individuali, con scadenza 31 dicembre 2011.

Basterà una prova cartacea a doppia firma, sia del lavoratore che del datore di lavoro o azienda responsabile. Validi anche i patti firmati in sede di contrattazione collettiva.

Altra circolare è quella che riguarda, poi, i tanti esodati delle Poste Italiane, che saranno ammessi alle tutele in presenza di accordi sottoscritti in maniera individuale. In relazione ai lavoratori esodati Poste italiane che hanno chiuso il rapporto di lavoro in forza di accordi individuali di incentivo all’esodo, il Ministero chiarisce che le richieste di accesso ai benefici vanno tutte accolte in quanto la società Poste spa ha comunicato che la cessazione del rapporto di tali dipendenti è intervenuta entro il 31 dicembre 2011.

Il Ministero del lavoro ha inoltre chiarito che se inizialmente le domande di accesso ai benefici per gli esodati non dovevano essere accolte in caso di una rioccupazione successiva alla data di risoluzione del rapporto di lavoro, ora il Ministero spiega che le domande di accesso ai benefici per gli esodati presentate da lavoratori che dichiarano di essere stati rioccupati in qualità di lavoratori subordinati in mobilità devono essere invece accolte perché corrispondono a una situazione soggettiva particolare visto che i lavoratori, all’epoca, risultavano obbligati a dover accettare l’offerta di lavoro per non perdere lo status di lavoratore in mobilità.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il