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Ilva Taranto: oggi giovedì 29 Novembre Decreto Governo Monti. Le novità possibili

Occhi puntati oggi sulle decisioni di Palazzo Chigi: cosa prevede il decreto



Dopo l’incredibile tromba d’aria che ieri ha colpito proprio Taranto e l’Ilva, oggi gli occhi sono tutti puntati all’esito dell’incontro di Palazzo Chigi per un possibile nuovo decreto Monti sulle sorti dello stabilimento siderurgico.

“La chiusura dell'Ilva di Taranto ha effetti sociali enormi: è da irresponsabili, in questo momento, lasciare senza reddito 20.000 famiglie, per la maggior parte nel sud d'Italia”, ha detto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, sottolineando poi che “Il provvedimento al quale si sta lavorando dovrebbe consentire all'Ilva di mettere in pratica le indicazioni dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) superando il blocco che si è venuto a creare dopo il sequestro degli impianti dell'area a freddo di due giorni fa.

Le misure indicate dall'Aia consentono di assicurare continuità produttiva e di diminuire in maniera drastica i rischi per la salute e per l'ambiente”. Secondo Clini, “la strada maestra è rendere possibile interventi che l'Ilva deve effettuare per rispettare le prescrizioni dell'Aia del 26 ottobre scorso, che fanno riferimento alle migliori tecnologie oggi disponibili, indicate dall'Ue.

Tali tecnologie dovrebbero essere impiegate a partire dal 2016 ma nell'Aia si dice che devono partire subito, anticipando di 4 anni il termine, al fine di garantire la protezione dell'ambiente e della salute”.

Secondo il decreto legge che il Governo porterà al Consiglio dei ministri di venerdì, l'Ilva di Taranto continuerà a produrre per due anni. Il decreto legge dovrebbe essere composto da 2 articoli: il primo stabilisce che per 24 mesi, a decorrere dall’entrata in vigore del decreto, il provvedimento di AIA, rilasciata il 26 ottobre 2012  è da considerarsi parte integrante del provvedimento, esplica in ogni caso effetto.

Ma in ogni caso autorizza la prosecuzione dell’attività nello stabilimento della società Ilva di Taranto, per tutta la durata stabilita al periodo precedente, salvo che sia riscontrata l’inosservanza anche ad una sola delle prescrizioni impartite nel provvedimento stesso.

L’articolo 2 stabilisce che durante questo periodo di tempo la responsabilità della conduzione degli impianti dello stabilimento di Taranto resta imputabile esclusivamente all’impresa titolare dell’autorizzazione all’esercizio degli stessi sotto il controllo dell’autorità amministrativa competente.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il