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Ilva Taranto aperta di nuovo con decreto Monti oggi dopo chiusura. Cosa dice la bozza del testo

Si riprende a produrre all’Ilva di Taranto? Oggi in Cdm il decreto



Pronto il decreto del governo sull’Ilva che approda oggi in Consiglio dei Ministri, per consentire la ripresa della produzione nello stabilimento di Taranto e conciliare la tutela dell'occupazione e dell'ambiente e il rispetto della magistratura, come ha assicurato il premier Mario Monti. Punto fondamentale del provvedimento che l'esecutivo si prepara ad emanare è contenuto nel suo ultimo paragrafo.

‘I provvedimenti di sequestro adottati dall'Autorità giudiziaria che risultano incompatibili con quanto stabilito dal presente decreto legge’, è scritto nel testo, ‘perdono efficacia’, il che significherebbe di fatto un dissequestro da parte di Palazzo Chigi dello stabilimento siderurgico tarantino.

Secondo il presidente dell’azienda, Bruno Ferrante, il rischio sarebbe la chiusura anche del sito di Genova, che può continuare a vivere ancora per una settimana. Ma anche il destino degli altri stabilimenti del gruppo, da Novi Ligure a Racconigi, sarebbe segnato e a crollare sarebbe tutto l'indotto.

Del resto, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha sottolineato che “l'urgenza è diventata stringente perché sta per bloccarsi un'intera filiera”. Secondo poi il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, la vicenda “sta per diventare una tragedia dal punto di vista occupazionale ed economico e si rischia di distruggere la credibilità del Paese”.

Ma il premier Monti interviene e dice: “Se chiude Taranto chiudono anche Genova, Novi Ligure e Racconigi, gli altri stabilimenti della famiglia Riva. L'Italia rischia di rimanere senza acciaio”. Il danno, stimato dal governo, sarebbe di 8 miliardi di euro e il governo ha stanziato 336 milioni per il risanamento ambientale.

La nuova Aia, l'autorizzazione integrata ambientale, che l'Ilva si è impegnata ad attuare investendo 3 miliardi di euro, farà sì che l'impianto pugliese sia all'avanguardia per limiti di emissioni in Europa, raggiungendo in anticipo obiettivi che la Commissione ha stabilito per il 2016.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il