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Esami avvocati 2012: i consigli per evitare errori alla prova scritta

Parere civile: come affrontare al meglio la prova



Sono state approvate le commissioni per la sessione di esami per l’iscrizione all’albo degli Avvocati istituite presso il Ministero e le Corti d’Appello per gli esami di avvocato presso le sedi di Corti di Appello di Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trento, Trieste, Venezia e presso la Sezione distaccata di Bolzano della Corte di Appello di Trento per l’anno 2012.

Tre le prove da superare per fregiarsi del titolo di avvocato: la prima prova scritta è incentrata sul parere civile; la seconda prova sul parere penale; mentre il terzo giorno sarà la volta dello svolgimento di un atto a scelta tra civile, penale e amministrativo.

Per redigere il parere per l’esame di abilitazione del prossimo 11, 12 e 13 dicembre, l’atto con il quale l’avvocato si pronuncia su una specifica questione legale che gli è sottoposta, sono stati dati dei consigli per evitare errori. Innanzitutto, la prima regola da seguire è la chiarezza,  l’atto deve essere scritto in modo comprensibile e semplice, per cui, meglio redigere il parere con una calligrafia leggibile.

Gli errori più comunemente riscontrati sono quelli concettuali, quelli ortografici ed anche di grammatica, errori, tra l’altro, su i commissari raramente sono tolleranti. Meglio, dunque, presentarsi all’esame muniti di vocabolario della lingua italiana e/o dei sinonimi e contrari.

Tra gli errori da evitare, poi, quelli inerenti al contenuto del parere: dimostrare una conoscenza confusa o sommaria dell’argomento o esporlo in maniera inadeguata, compromette il buon esito della prova.

Meglio, inoltre, non utilizzare la prima persona singolare ma la terza persona singolare, perché ciò che interessa ai commissari non è il parere personale del candidato, ma le critiche giuridiche a quelle tesi. Meglio evitare poi le domande dirette, anche se retoriche ed usare sempre la forma delle domande indirette.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il