Una manovra economica bis è richiesta all'Italia dal Fondo monetario internazionale

Il nuovo governo dovrà pensare quanto prima alla definizione di una manovra bis per riportare il deficit pubblico sotto controllo.



Alessandro Leipold, responsabile del Fondo monetario internazionale per l'Italia, si lamenta anche per "la scarsa trasparenza" dei conti italiani. Il nuovo governo dovrà pensare quanto prima alla definizione di una manovra bis per riportare il deficit pubblico sotto controllo.

Leipold però non si sbilancia sull'entità dell'intervento. "Ne vorrei prima parlare con il governo entrante e valutare bene la situazione". Per l’IMF il rapporto tra debito e Pil, senza correzioni, si posizionerà "a fine anno al 4% contro il 3,8% concordato in sede europea”. La previsione contiene "un margine di errore di un quarto di punto percentuale più verso l'alto che verso il basso".

"Nel giro di un mese" una missione tecnica dell’IMF arriverà in Italia per allacciare i contatti con il nuovo governo, che è auspicabile venga varato quanto prima: "questo periodo di incertezza può creare problemi. Prima vi sarà un Governo in carica in grado di dire quali misure intende prendere, meglio è".

"Il periodo più facile per prendere misure è all'inizio del mandato" quindi il suggerimento è di partire subito con le riforme e il risanamento. L’IMF ritiene che l'economia italiana nel 2006 possa crescere dell'1,2%, ma potrebbero esserci anche sorprese piacevoli dal momento che "la sensazione è che forse le nostre stime per l'area dell'euro, e quindi di riflesso anche per l'Italia, siano un po' troppo caute. Direi che l'1,2% rappresenta il punto centrale di una forchetta ben bilanciata".

Leipold sul fronte dei conti pubblici invita a considerare "una semplice ipotesi tecnica" la stima dell'Fmi che indica a fine 2007un rapporto tra deficit e Pil al 4,3%.

I veri problemi secondo il Fondo sono con la scarsa trasparenza del bilancio italiano: "fare una proiezione del deficit è estremamente difficile. Nella trimestrale, per esempio, ci sono varie riclassificazioni, alcune chiare altre meno. C'è una riduzione della spesa in conto capitale non spiegata, c'è un appello non chiarito a evitare operazioni finanziarie tali da coinvolgere l'amministrazione centrale che sembra rivolto a Fs e Anas". E’ necessario "migliorare la trasparenza dei conti".

Per quello che riguarda il mondo del lavoro viene considerata positiva l'idea di ridurre di cinque punti il cuneo fiscale poichè "Ridurre l'imposizione sul costo del lavoro porterebbe benefici. E' necessario però trovare la copertura" mentre è negativo il giudizio sull'ipotesi di abolizione della Legge Biagi.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il