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Conti correnti 2012: spese e costi di gestione a confronto

Quanto costa mantenere un conto corrente: l’andamento degli ultimi anni



Nonostante i controlli cui saranno sottoposti a partire dal prossimo anno, i conti correnti sono diventati ormai strumento imprescindibile nella vita di quasi tutti. Si tratta di strumento tecnico bancario che permette l’uso della moneta bancaria ed elettronica da parte del titolare o possessore del conto.

Tale conto corrente viene utilizzato sia da soggetti privati, che lo usano principalmente per la canalizzazione dello stipendio, l'addebito delle utenze e come forma di risparmio, che dalle aziende, che se ne servono per convogliare i flussi di incassi e pagamenti nazionali ed internazionali.

Per scegliere il proprio conto corrente sarebbe bene, però, prestare attenzione alle determinate condizioni che essi impongono, a partire dai costi di gestione che comportano. Secondo un’indagine di Banca d’Italia, la spesa media di gestione del conto corrente è calata, passando da una media di 114 euro annui del 2009, ai 110 circa del 2010, per arrivare ai 105,7 dello scorso anno.

Questo calo relativo all’anno 2011 è dovuto ad una discesa delle spese fisse e delle commissioni sugli utilizzi. Ma, se i costi sono generalmente calati, aumentano dall’altra parte le spese di gestione.

Considerando che i costi di un conto corrente sono composti per il 57,3% da spese fisse, il 26,2% da spese variabili e il 16,5% dalle commissioni sugli utilizzi a debito, le spese fisse nel 2011 sono diminuite di 4,3 euro, il 7% in meno dell’anno precedente, le spese per l’invio dell’estratto conto sono aumentate (0,2 euro). Le spese relative alle commissioni sono calate di 1,7 euro, mentre le spese variabili sono aumentate di 1,5 euro, raggiungendo il costo medio di 27,7 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il