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Esodati:nessuna modifica nella Legge di Stabilità da approvare il 18 Dicembre.Così mancano coperture

Risorse per esodati ancora insufficienti: quale sarà la soluzione?



Martedì 18 dicembre sarà il giorno dell’approvazione definitiva della Legge di Stabilità 2012-2013 ma, secondo le prime anticipazioni, non sarà contenuta in essa la soluzione ultima alla questione esodati che tiene in fibrillazione lavoratori, sindacati e governo da mesi ormai.

Anche il Ddl con la riforma della legge elettorale e il Dl sul riordino delle Province escono dal calendario dei lavori di Aula del Senato, insieme al ddl sul pareggio di bilancio, in attuazione dell'articolo 81 della Costituzione.

Nessun via libera del Senato nemmeno per il ddl con la delega fiscale. Resteranno, dunque, senza risorse gli esodati. I tecnici del Servizio Bilancio del Senato hanno rilevato che le coperture previste dal Ddl stabilità sono inadeguate a tutelare gli altri 10mila esodati conteggiati recentemente, considerando che il provvedimento di salvaguardia prevedeva una copertura dal 2013 al 2020 di 5 miliardi di euro per i primi 65mila esodati, e un esborso di 4,1 miliardi per gli altri 55mila esodati.

Ma, per gli ulteriori 10.130 esodati ci sarebbero appena 554 milioni: cifra decisamente insufficiente, soprattutto perché le domande dei lavoratori che puntano ad essere salvaguardati superano le risorse disponibili. Basti pensare che tra il 24 luglio e il 21 novembre sono arrivate al ministero del lavoro 20.268 richieste su 7.900 salvaguardie previste dalla legge per i lavoratori con esonero in corso, in congedo per assistenza a figli disabili e cessati accordi individuali e collettivi.

In particolare, per quelli con esonero in corso sono arrivate 2.050 domande su 950 posti, per quelli con cessati accordi individuali 12.558 domande e per quelli con contratti collettivi 5.817 domande su un totale di 6.890 posti disponibili.

Secondo quanto assicura però il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, “Alla Camera si è trovato un accordo tra governo, Parlamento e parti sociali, il Senato non dovrebbe modificarlo. Sul fondo l'accordo dovrebbe tenere, a meno che non ci siano iniziative nuove da parte del Senato”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il