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Esame avvocati 2012: oggi 13 Dicembre la terza prova. I consigli per evitare errori nella stesura

Ultima prova esame di avvocato: come svolgerla al meglio



Oggi è il giorno della terza prova dell’esame di avvocato, dopo la prima incentrata sul parere civile e la seconda prova sul parere penale. Oggi, invece, è la volta dello svolgimento di un atto a scelta tra civile, penale e amministrativo.

Il consiglio generale per affrontare la prova al meglio è non trascurare la forma, perchè errori grammaticali e di sintassi potrebbero essere fatali. Meglio, quindi, presentarsi in sede d’esame con vocabolario della lingua italiana e dei sinonimi e contrari. Sarebbe preferibile poi scrivere sempre in terza persona in modo che non sembri troppo personale ma sintesi di posizioni dottrinali e giurisprudenziali.

Per la terza prova scritta bisognerà scegliere un atto a scelta tra civile, penale e amministrativo. Una volta scelto l’atto da svolgere, dovranno essere analizzate le norme che lo disciplinano. Chi sceglie l’atto civile dovrà individuare le parti in causa attraverso l’indicazione di: nome, cognome, data di nascita, residenza, codice fiscale, domicilio eletto. Se nella traccia mancano i riferimenti si lasciano dei puntini di sospensione.

Nella difesa dell’assistito, dovranno essere indicati separatamente gli elementi di fatto e di diritto selezionati, cosa non è obbligatoria ma consigliabile. Poi le conclusioni, la cui formulazione va graduata secondo uno schema fisso che prevede nell’ordine: eccezioni preliminari di rito e di merito (per gli atti di costituzione in giudizio del convenuto); domande principali di merito; domande subordinate di merito (quando presenti); richiesta di rifusione delle spese processuali. Importante è redigere la procura alle liti in calce all’atto o a margine dello stesso.

Le stesse regole generali di svolgimento valgono anche per l’atto di diritto penale: in questo caso la disciplina del processo è meno rigorosa di quella relativa all’atto civile ma andranno comunque analizzate le norme che individuano la competenza dell’organo giudiziario a cui ci si rivolge e quelle che dispongono in relazione al contenuto dell’atto.

E poi c’è l’atto di diritto amministrativo, che di solito si focalizza in un ricorso per annullamento di un provvedimento amministrativo. In questo caso bisogna prestare particolare alla costruzione dell’atto che, oltre a dover rispettare le norme sul contenuto e i termini di decadenza, deve anche essere ben organizzato tra elementi di fatto e di diritto.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il