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Mutui 2013: previsioni tassi interesse variabili e fissi

Situazione mutui: cosa accadrà nel nuovo anno?



In questo anno, e soprattutto dopo la diffusione degli ultimi dati relativi al mercato del mattone, questo settore sembra registrare in Italia una situazione di vero stallo se non proprio di peggioramento rispetto agli anni precedenti.

Colpa dei tassi sempre alti, colpa della difficoltà ad ottenere mutui, soprattutto per i giovani, colpa dell’Imu, la nuova imposta municipale sulla casa, che quest’anno ha rappresentato una vera e propria stangata per i possessori italiani di immobili.

Secondo gli ultimi dati Istat, nel secondo trimestre 2012, sono stati erogati 69.830 i mutui garantiti da ipoteca immobiliare, il 41,2% in meno rispetto ai 118.834 dello stesso periodo del 2011. Calano anche le compravendite immobiliari, scese del 21,8% nei grandi centri e del 25,1% nei centri minori.

Per Stefano Rossini, ad di Mutuisupermarket.it, “Tendenzialmente gli istituti di credito decidono da metà gennaio la strategia di offerta mutui per poi partire con le prime offerte più aggressive da fine febbraio, inizio marzo. Questo significa che marzo, aprile e maggio sono mesi caldi per la raccolta, mentre luglio e dicembre sono tendenzialmente i mesi in cui si fanno più erogazioni, portando a compimento il lavoro di raccolta e considerando che in media tra la richiesta di un mutuo e la stipula effettiva in media trascorrono 90 giorni”.

Il periodo indicato corrisponderà in Italia al momento delle nuove elezioni politiche che già stanno mettendo in agitazione il Paese e che potrebbero certamente avere ripercussioni sul settore immobiliare, a causa degli spread.

Le elezioni decideranno il nuovo quadro politico di Italia, Borse e spread seguiranno questo nuovo quadro e tutto  è ancora un’incognita. E sono proprio gli spread, principalmente quelli bancari, ad incidere in maniera forte sui tassi dei mutui.

Gli spread bancari possono, infatti, arrivare ad incidere per anche più del 90% sul tasso finale: ad esempio chi stipula un prestito variabile al tasso del 3,05% paga, in termini di spread, il 2,8% (il 91%).

Per quanto riguarda la scelta del tipo di mutuo, se il variabile al momento resta il più conveniente, con il tasso sotto il 2% grazie all'incredibile livello cui è sceso l'Euribor, sul lungo periodo potrebbe presentare qualche rischio, se si dovesse registrare una forte risalita dell'Euribor.

E c’è chi preferisce comunque rifugiarsi nel tasso fisso, nonostante preveda pagamenti più alti, ma quanto meno sicuri nel tempo e non soggetti all’andamento altalenante del mercato.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il