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Pensioni scuola quota 96: tanti emendamenti in Legge di Stabilità 2012-2013 nessuno per insegnanti

Quota 96 come esodati: nessuna soluzione in Legge Stabilità



E’ oggi al voto finale la nuova Legge di Stabilità 2012-2013, pronta a licenziare diverse novità e a far approvare nuovi emendamenti piovuti a sistemare diverse questioni.

Restano, però, escluse da quelle riconsiderate, nonostante la loro infinita importanza, la questione esodati, per cui non è stato presentato alcun nuovo emendamento recante nuove risorse per la salvaguardia di tutti coloro che attualmente si trovano in una sorta di limbo e rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione per effetto delle nuove norme volute dalla riforma delle pensioni firmata dal ministro Fornero; e la questione dei pensionandi della scuola della cosiddetta Quota 96.

Si tratta di una categoria di lavoratori della scuola che, sempre per le nuove norme previste dalla riforma Fornero, dovranno andare in pensione più avendo, pur avendo maturato anni e contributi per poter uscire. Sono docenti che avevano inoltrato domanda di pensionamento con 60 anni di età e 36 di contributi, maturando il diritto a pensione entro il 31 agosto 2012 e la possibilità di uscire dal lavoro secondo le vecchie regole con la cosiddetta Quota 96, data dalla somma del requisito anagrafico e del requisito contributivo.

Non ci sono alcune soluzioni proposte per questa situazione, nonostante il governo abbia commesso un grave errore, non tenendo conto, nello stilare la riforma delle pensioni Fornero, della specificità del comparto scuola, riconosciuta da leggi mai abolite oltre che da precedenti revisioni normative in materia previdenziale.

L’errore, secondo quanto evidenziato da molti, sarebbe contenuto in una ‘norma di salvaguardia’ che esclude dagli effetti della riforma i lavoratori che possano vantare i requisiti maturati fino al 31 dicembre 2011.

Questa data unica, e apparentemente equanime, non ha tenuto conto della specificità, lavorativa e pensionistica, del Comparto Scuola, che è basata, per garantire il buon funzionamento dei processi educativi e didattici, non sull’anno solare ma sull’anno scolastico.

I pensionamenti del Comparto Scuola sono regolati ancora, non essendo stato abolito, dall’art. 1 del D.P.R. 351/1998, che vincola la cessazione dal servizio all’inizio dell’anno scolastico o accademico successivo alla data in cui la domanda è stata presentata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il