BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni a 57-58-59 anni: si può uscire anche nel 2013 con Riforma Fornero ma non conviene

Prima si lascia il lavoro meno si percepisce: i nuovi calcoli con riforma Fornero



Le nuove regole per andare in pensione che entreranno in vigore a partire dal prossimo 2013 terranno forse di più le persone a lavoro e seguiranno la regola del ‘più tardi si esce e più si percepirà nell’assegno’.

Ciò non toglie che chi vorrà potrà andare anche in pensione prima, a scapito però della cifra che riceverà poi come assegno pensionistico. Chi prima lascia, ovviamente, percepirà di meno. Innanzitutto la riforma Fornero ha introdotto per tutti i lavoratori il metodo contributivo, cioè un particolare sistema di calcolo delle pensioni, che premia chi si mette a riposo più tardi.

Ciò significa, infatti, che l'assegno erogato dall'Inps non dipenderà più dalla media degli ultimi redditi dichiarati prima del pensionamento, ma dalla quantità di contributi versati nel corso di tutta la carriera.

La riforma Fornero ha introdotto dunque l'innalzamento dell'età massima per mettersi a riposo e dal 2013, l'età massima salirà a 70 anni e 3 mesi e poi si muoverà poi di pari passo con le aspettative di vita della popolazione, per arrivare fino a 75 anni nel 2060.

Chi lascia il lavoro a 70 anni anziché a 66, versa una quantità maggiore di contributi all'Inps e, proprio per questa ragione, riceve anche un assegno previdenziale più elevato, che dipenderà dalla professione svolta dal lavoratore, dalla quantità di contributi che ha già accumulato e dalla retribuzione che percepisce.

La riforma pensioni 2012 ha comunque introdotto dei disincentivi per chi chiede la pensione anticipata prima dei 62 anni. Si prevede infatti che sulla quota del trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate prima del  primo gennaio 2012 sia applicata una riduzione pari all’1% per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni.

Una riduzione aumentata al 2 per cento per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni, ossia rispetto ai 60 anni di età. Il disincentivo della riduzione non trova applicazione però su chi matura il requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017 e se tale anzianità contributiva derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, inclusi i periodi di astensione per maternità, per servizio militare, per infortunio, per malattia e di cassa.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il