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Btp, conti deposito e fondi liquidità per stare liquidi nel 2013 aspettando risultati elezioni

I migliori strumenti da scegliere nel 2013: i consigli per investire




Sia per i titoli di Stato che per la Borsa l’anno che verrà, soprattutto all’inizio, sarà caratterizzato da una forte volatilità, derivata soprattutto dagli esiti che avrà la futura campagna elettorale. E certo non sarà una situazione piacevole, soprattutto per chi non ama il rischio.

Meglio allora, per costoro, anziché investire mantenere la propria liquidità e parcheggiare tutto utilizzando strumenti di breve e brevissimo termine. A partire dai Btp, non più lunghi, però, di tre/sei mesi.

Secondo Corriereconomia, sulle scadenze brevi i tassi si sono molto normalizzati, meglio, dunque, scegliere i Btp più corti, che rendono molto poco, ma comunque rendono e non mettono a rischio il capitale. Bene anche, secondo gli esperti, sui titoli di Stato a breve termine per attutire gli scossoni del mercato.

Secondo Daniele Guidi, responsabile del reddito fisso di Bnp Paribas Ip, per esempio “Le obbligazioni pubbliche con scadenza compresa fra uno e tre anni godono della protezione del meccanismo Omt (outright monetary transactions), cioè della possibilità di un riacquisto da parte della Banca centrale europea nel caso in cui i differenziali di rendimento con le obbligazioni tedesche dovessero ampliarsi troppo”.

Rincara Jacopo Ceccatelli, amministratore delegato di JC& Associati Sim, una società indipendente di consulenza agli investimenti, Per cui “le ragioni per rimanere investiti su titoli di breve termine e non abbassare la guardia di fronte alla possibilità di nuove forti oscillazioni dei corsi dei titoli di Stato sono legate anche a considerazioni di lungo periodo, perché una soluzione definitiva dei problemi di stabilità dell'euro non è ancora stata individuata”.

Va bene poi anche puntare sui Btp Italia, leggermente più lunghi in termini di durata, ma con rendimenti ancora generosi. I Btp Italia con il loro rendimento lordo compreso fra il 3,5% e 4,14% al tasso di inflazione corrente, nonostante una durata più lunga (4 anni) sarebbero sufficienti a garantire il giusto mix di rendimento e stabilità che interessa ai risparmiatori in questo momento. Basso, invece, l'interesse verso i Cct, uno strumento considerato vecchio dagli operatori.

Senza dimenticare i conti deposito, che nonostante i costi che avranno da quest’anno, sono comunque ancora capaci di proteggere il capitale investito e di offrire rendimenti; e i fondi di liquidità.

Questi ultimi, sempre secondo un’analisi di Corriereconomia, hanno attraversato un 2012 di successi ineguagliabili e la media di categoria ha raggiunto una performance a un anno addirittura del 3,4%.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il