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ICT 2013: le novità e previsioni per l'informatica

Ict: le necessità per uno sviluppo nel 2013



Nel primo semestre del 2012 il mercato dell'Information Technology ha subito una contrazione pari a -3,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e si tratta di un risultato allarmante che aggrava i contorni della recessione.

E in questo quadro di estrema difficoltà, la seconda parte dell'anno non può che essere all'insegna del peggioramento: secondo le nostre stime, infatti, il mercato It sconterà una riduzione aggiuntiva chiudendo il 2012 a - 4,4%.

E se nei prossimi mesi le condizioni rimanessero tali, l'anno prossimo continuerà a essere un periodo di grande sofferenza per l'industria It, compromettendo ulteriormente le possibilità di ripresa della nostra economia.

Secondo Paolo Angelucci, presidente di Assinform, i risultati registrati dall'It dei primi sei mesi dell'anno indicano pessimismo. Più nel dettaglio, i dati indicano l'hardware a -7,1% (il trend del primo semestre 2011 sullo stesso periodo del 2010 era stato di -4.0%), software -0,6% (+0,3% nel 2011/2010), assistenza tecnica a 6,8% (-3,6%) servizi a -3,3% (-1,2%).

In attenuazione, invece, il calo del mercato delle Tlc, che chiude il primo semestre 2012 con -1,3% (-2,7% nel 2011/2010), trend dovuto alla ripresa degli investimenti nelle infrastrutture di rete + 2,2% (-3,3%) e nei sistemi e terminali + 4,4% spinti soprattutto dagli smartphone, che continuano a crescere a doppia cifra segnando + 30%.

Angelucci spiega che le difficoltà dell'It “sono anche il riflesso dei cambiamenti tecnologici che, sulla spinta dell'esplosione del web, stanno trasformando profondamente profilo e dinamica del settore, ampliandone i confini e penalizzando gli assetti tradizionali”.

E per il 2013? Sempre per Angelucci, “Per invertire il trend negativo e aprire il Paese alle opportunità dell'economia digitale occorre una cura shock che, in realtà, è già nelle potenzialità del pacchetto di misure sull'Agenda digitale varato dal Governo con il recente decreto legge Crescita2.0.

E in questo scenario difficile, ma non privo di potenziali vie d'uscita, anche le imprese sono chiamate a fare la loro parte. Nella prospettiva di una nuova domanda che chiede all'Ict di essere ancora più trasversale, più penetrante, più capace di dare soluzione ai problemi strutturali del Paese, il settore deve essere pronto a mettere in campo più innovazione, più best practices, più capacità di intervento”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il