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Saldi 2013: data di inizio e fine per regioni e città dal 2 gennaio. Le nuove regole e istruzioni

Saldi in tutta Italia dal 5 gennaio. Consigli per buoni acquisiti



Sono partiti ieri, mercoledì 2 gennaio, da Campania, Sicilia e Basilicata, i saldi 2013 che invece venerdì 5 prenderanno il via in tutte le altre regioni di Italia, dalla Lombardia alla Puglia, dall’Emilia Rromagna al Lazio, alle Marche, all’Abruzzo.

I saldi dureranno in media 60 giorni ma dovrebbero comunque chiudersi ufficialmente per la metà del mese di marzo. E se c’è chi è euforico per l’inizio degli sconti invernali, c’è inceve anche chi probabilmente in questo periodo di saldi non acquisterà nulla. Causa crisi.

Secondo i calcoli del Codacons, le famiglie italiane spenderanno circa 224 euro, la metà rispetto a 4 anni fa quando si arrivavano a spendere anche 450 euro. E anche se la spesa complessiva supererà i 2,1 miliardi, solo il 40% delle famiglie italiane potrà permettersi qualche acquisto.

Ed ecco alcuni consigli prima di procedere all’acquisto di capi a saldo: innanzitutto bisogna verificare prima della partenza dei saldi il prezzo pieno del prodotto in modo da valutare la reale convenienza; diffidare poi dalle vetrine tappezzate dai manifesti (che non consentono di vedere la merce) o che reclamizzano sconti eccessivi, pari o superiori al 60%.

Su ogni prodotto deve essere indicato, obbligatoriamente e in modo chiaro e leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto. Dopo l’acquisto meglio conservare sempre lo scontrino quale prova di acquisto, in caso di richiesta di sostituzione o rimborso di quanto pagato.

Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo ‘la merce venduta non si cambia’: esistono, infatti, regole precise del commercio che impongono il cambio della merce e il fatto di essere in saldo non significa che queste regole non siano valide.

Se poi si è sbagliata la taglia o si è semplicemente cambiato idea, non esiste un diritto del consumatore, ma la soluzione del problema è a discrezione del commerciante. I commercianti in possesso del Pos hanno l'obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat, e nel caso di truffe meglio denunciarle subito ai vigili urbani, all'ufficio comunale per il commercio o ad una Associazione dei Consumatori.
 
 
Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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