Possibile rialzo dei tassi cinesi, mentre quelli Usa rimaranno stabili

Ieri Pechino a sorpresa ha infatti annunciato di volere alzare i tassi d’interesse delle banche al 5,85% con una variazione dello 0,27%.



Il mondo s’interroga sul da farsi all’indomani dell’annuncio cinese.

Ieri Pechino a sorpresa ha infatti annunciato di volere alzare i tassi d’interesse delle banche al 5,85% con una variazione dello 0,27%.

Solo 27 punti base che hanno fatto immediatamente parlare di sé, anche perché la Repubblica Popolare non metteva mano alla politica monetaria dall’autunno del 1994.

Concordi tutti nel dichiarare che è un segnale, timido ma importante, della volontà di raffreddare la surriscaldata economia del colosso dell’Estremo Oriente. Un Pil del 10,2% rischia di essere troppo anche per delle spalle tanto grandi.

Dall’altra parte del mondo intanto il presidente della Fed Ben Bernanke rilasciava dichiarazioni rassicuranti sostenendo la possibilità di un periodo di stabilità dei tassi statunitensi.

Non c’è un oceano però fra le due economie, anche perché il paese guidato da Hu Jintao, ieri in Nigeria a parlare probabilmente di petrolio, possiede ben 265 miliardi di dollari di titoli di stato Usa. Praticamente il secondo titolare mondiale del debito a stelle strisce dopo il Giappone.

Ora in tanti sperano che il cambiamento sia un avvio alla rivalutazione dello Yuan sulla quale l’incontro recente di Washington non aveva fornito grandi speranze. Un indebolimento del dollaro, e magari conseguentemente dell’euro, potrebbe favorire le esportazioni dei prodotti delle nostre economie. Ma dovremo fare i conti anche col petrolio.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il