BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni 2013: tutto quello che c'è da sapere

Quando si potrà andare in pensione, quanto si riceverà e per chi valgono le ricongiunzioni gratuute: le novità dal 2013



Al via le novità pensioni stabilite dalla riforma Fornero e via libera anche alle ricongiunzioni gratis per tutti coloro che sono passati dal pubblico impiego o da un fondo sostitutivo ed esonerativo all'Inps prima del 30 luglio 2010.

Per i periodi successivi la totalizzazione sarà possibile invece solo se il lavoratore non è già in possesso di una pensione e comunque solo per il trattamento di vecchiaia.

Le ricongiunzioni gratis sono il risultato di un emendamento approvato con la Legge di Stabilità che prevede di attingere al Fondo del Welfare per una cifra pari a 32 milioni nel 2013, 43 nel 2014, 51 nel 2015.

Con la nuova formula di totalizzazione retributiva, invece, non ci sarà bisogno di spostare i contributi e, quindi, nessun conto da pagare per i lavoratori, norma pensata per favorire i circa 610 mila lavoratori che hanno svolto attività e versato contributi sia nel pubblico che nel privato e che, per effetto di una legge dell'estate del 2010, per riunificare e percepire la pensione, avrebbero dovuto ora pagare un conto salatissimo.

Ma le ricongiunzioni sono tornate completamente gratuite solo per due categorie di contribuenti e cioè per tutti  gli ex-dipendenti statali che sono passati dall'Inpdap (o da altri  fondi speciali) all'Inps, prima del 31 luglio 2010,  cioè prima dell'entrata in vigore della legge n.122; e per tutti  i gli ex dipendenti statali che sono passati all'Inpdap all'Inps dopo il 31 luglio di due anni fa e che hanno maturato i requisiti per la pensione di  vecchiaia, che oggi si ottiene  sopra i 66 anni di età (per gli uomini) o tra i 63 e i 66 anni (per  le donne).

Restano esclusi gli ex-statali che sono passati dall'Inps all'Inpdap dopo il luglio del 2010 e che hanno soltanto i requisiti per ricevere la pensione di vecchiaia o anticipata, che matura dopo 41 anni e mezzo di servizio (per le donne) o 42 anni e mezzo (per gli uomini), indipendentemente dall'età anagrafica.

Per quanto riguarda le novità pensioni in vigore da quest’anno, nel 2013 le donne potranno andare in pensione di vecchiaia ancora con almeno 62 anni e tre mesi (63 anni e 9 mesi se lavoratrici autonome) mentre gli uomini con 66 anni e tre mesi se uomini.

Dal 2013, inoltre, le dipendenti dovranno raggiungere i 62 anni e tre mesi e le autonome 63 anni e 9 mesi, che saliranno nel 2014 di 2 anni e mezzo circa; nel 2016 di 3 anni e mezzo; nel 2018 di 4 anni e mezzo. In pensione anticipata si potrà andare solo se si sono maturati almeno 42 anni e 5 mesi di contributi se uomini e 41 anni e 5 mesi se donne.

Per le donne l'aumento dell'età crescerà gradualmente fino al 2018, quando sarà equiparata a quella degli uomini. Chi vorrà potrà poi lavorare fino a 75 anni e i settantenni che decidono di rimanere al lavoro saranno inoltre favoriti in termini di guadagni.

In vigore da questo 2013 anche i nuovi coefficienti per cui per avere la stessa pensione di chi è uscito entro il 2012 si dovrà lavorare un anno di più. Se infatti negli ultimi cinque anni il coefficiente di trasformazione del montante contributivo per chi andava in pensione a 64 anni era di 5,432 dal 2013 per avere un coefficiente di calcolo simile bisognerà aspettare i 65 anni e per chi si esce alla stessa età l’importo dell’assegno dal 2013 potrebbe diminuire del 2-3% .

I coefficienti tengono conto dell’aumentata aspettativa di vita, e quindi dei tempi più lunghi previsti di permanenza in pensione, e si riducono di circa il 2-3% rispetto a quelli in vigore tra il 2008 e il 2012.

I nuovi coefficienti, secondo la tabella riportata nella Gazzetta ufficiale del 24 maggio 2012, varranno tra i 57 e i 70 anni (fino al 2012 i coefficienti variavano tra i 57 e i 65 anni). Per esempio, per avere, un coefficiente del 5,620, il più alto fino al 2012, applicato a chi usciva a 65 anni, ci vorranno 66 anni di età (5,624 il nuovo coefficiente).

 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il