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Pensioni 2013: rivalutazioni sospese. Ecco per chi con nuove regole e condizioni

Rivalutazione pensioni: come cambiano dal 2013



Sono entrate in vigore dal primo gennaio le nuove regole delle pensioni definite dalla riforma del ministro Fornero e con esse anche le novità per quanto riguarda le rivalutazioni delle pensioni stesse.

Scattati gli aumenti del 3% per adeguare le pensioni al costo della vita ma la rivalutazione non sarà valida per gli assegni superiori tre volte la soglia minima. Secondo la Spi Cgil, il blocco della rivalutazione riguarda sei milioni di pensionati. Con la rivalutazione prevista una pensione minima passerà da 481 euro a 495,43, mentre una da 1.000 euro arriverà a quota 1.025 euro.

Nel 2013 poi sarà ancora in vigore il blocco della rivalutazione annuale introdotto con la riforma Fornero e, quindi, sei milioni di pensionati vedranno invariato il valore della propria pensione per il secondo anno di fila.

Nessuna rivalutazione pensioni invece per quei trattamenti previdenziali di importo superiore a 1.486,29 euro, mentre per le pensioni di importo compreso tra i 1.433 e 1.486,29 euro, la perequazione sarà applicata fino a raggiungere 1.486,29 euro.

Rivalutazione pensioni anche in favore di invalidi civili, ciechi e sordomuti che diventeranno assegni sociali nei confronti delle persone che compiono l’età prevista per la vecchiaia.

Il calcolo dell’aumento di rivalutazione pensioni viene effettuato sull’importo complessivo ottenuto cumulando tutti i trattamenti erogati dall’Inps e dagli altri Enti, presenti nel Casellario centrale delle pensioni, per ciascun pensionato e se, per esempio, il pensionato fosse titolare di due o più pensioni, ciascuna di importo inferiore a 3 volte il minimo ma che sommate insieme superano tale limite, l’aumento non sarà riconosciuto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il