BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Servizio Pubblico: Santoro e Berlusconi. Video della puntata

Berlusconi ospite da Santoro: è show



Puntata ricca di scintille e sorprese quella di ieri sera di ‘Servizio Pubblico’, che ha visto ospite nello studio di Michele Santoro l’ex premier Silvio Berlusconi, una presenza decisamente inaspettata per il talk de La7.

Mentre gli scommettitori inglesi ieri davano a quota 5.00 la possibilità dell'abbandono da parte di Silvio Berlusconi dello studio di 'Servizio Pubblico' prima della fine della trasmissione, il Cavaliere ha sorpreso tutti rimanendo fino alla fine, quasi anche divertendosi. Sono state tre ore di dibattito, discussioni ma anche scintille fra l’ex premier, Santoro e Travaglio.

A fare alzare i toni la domanda di Santoro sull'Imu e sul perché se oggi è così facile reperire quei 4 miliardi di euro che l'ex premier promette di trovare per eliminare la tassa sulla prima casa, non lo ha fatto prima. Berlusconi ha risposto che “non è così semplice farlo perché poi si guastano i rapporti che pesano sul governo”. 

Sulla Bce: “Cedendo il nostro diritto di stampare moneta all'Ue, non abbiamo avuto la rassicurazione sulle garanzie per i titoli del debito pubblico e si è creata la possibilità di default con gli investitori che ci chiedono un premio di rischio e, quindi, un aumento dell'interesse. Contemporaneamente i tedeschi, su cui non ci sono dubbi, hanno fatto scendere i loro interessi: noi ci siamo impoveriti, la Germania si è arricchita.

Occorre che la Bce diventi una banca vera che garantisca il debito pubblico. O la soluzione è questa o succede che l'Italia, la Spagna, la Grecia, il Portogallo e l'Irlanda saranno costrette ad uscire dall'euro tornando alle monete nazionali e conquistando il diritto alle svalutazioni competitive”.

Poi l’intervento di Travaglio: “Ho aspettato 20 anni per intervistarla  ma ora non mi viene nessuna domanda perchè la cosa più grave non è cosa ha detto e cosa ha fatto in questi anni ma cosa non ha detto e non ha fatto. Pensi ora l'Italia come sarebbe... verrebbe da piangere a tutti noi e forse anche a lei. Non ha detto che chi non paga le tasse non è un furbo ma un ladro che ruba agli onesti.

Non ha detto che chi paga o prende tangenti non va candidato. Che la mafia non va combattuta ma che va sconfitta proprio, che la Costituzione va rispettata e non va cambiata ogni volta”.

E proprio sulla mafia Berlusconi ha replicato: “Nessuno ha combattuto la mafia come me. Tra le altre cose, con le nostre leggi siamo riusciti a sequestrare e confiscare 25 mdl di patrimoni alle famiglie mafiose; abbiamo assicurato 32 pericolosi latitanti su 34; negli ultimi anni abbiamo arrestato qualcosa come 3.500 presunti mafiosi e nel mio primo governo ci fu un intervento che indurì il carcere duro ai mafiosi. Se qualcosa non mi si può addebitare è di non aver portato avanti la lotta alla mafia”.

E poi parte proprio da lui un attacco a Travaglio, definito ‘genio del male’ prima e con la lettura di una lettera dopo in cui il Cavaliere elenca tutti processi per cause civili e penali in cui è incorso il giornalista per diffamazione.

Ma è questo il momento in cui Berlusconi sembra cadere tirando in ballo ciò che forse c’entra poco con i temi della trasmissione, del resto si tratta di causa civili e di accuse di diffamazione che, come anche sottolineato da Santoro, sono “il pane quotidiano per un giornalista”.

Il Cavaliere ricorda come Travaglio, dopo la laurea, fu assunto proprio al Giornale, di cui lui era editore. Quindi l'elenco delle cause addebitate al giornalista, le prescrizioni, inserendo anche la dichiarazione del 2005 di 282 mila euro.

Sul governo Monti: “I professori dopo un pò sono diventati sordi ai nostri interventi perché diciamocelo chiaro si erano montanti tutti la testa e hanno portato il paese nella situazione in cui siamo”. Poi una domanda sull’Imu: “Perché volete ora abolire l'Imu mentre a suo tempo l'avete votata in Parlamento?”.

Risposta del Cavaliere: “Quella che abbiamo votato doveva essere una imposta comprensiva di tutte le imposte locali colpendo anche gli immobili ma non la prima casa, poi però il governo Monti è andato in altra direzione e noi abbiamo fatto di tutto per modificare il testo ma non ci siamo riusciti”.

E ancora, sulla crisi del nostro Paese: “Nessuna responsabilità del mio governo, c'era una crisi internazionale curata male dal governo dei professori. Io non annetto a quanto fatto come governo alcuna responsabilità nello scoppio della crisi economica” e riferendosi al 2009 quando c'era una situazione diversa e non si era scatenata la crisi che ci avrebbe colpito successivamente, Berlusconi ha citato i dati delle agenzie di viaggio, i ristoranti che “lavoravano a pieno ritmo e le difficoltà nel prenotare aerei nei week end e nei ponti festivi.

Non c'era insomma ancora nessun accenno ad una forte crisi: tutti pensavano che si stesse riprendendo un cammino di crescita' tanto che 'la disoccupazione era inferiore all'8%, fisiologica per il nostro paese”. Poi un accenno alle eventuali elezioni: “Io ogni volta che mi sono presentato sono sempre stato votato da 11-13 milioni di italiani. Tutti coglioni?”.

Così Silvio Berlusconi si rivolge a Michele Santoro in chiusura di trasmissione dopo che il conduttore è tornato a lamentarsi per il monologo dai tempi poco televisivi che il leader del Pdl ha fatto contro Travaglio.

L'uscita di Berlusconi è giunta dopo aver detto di sentirsi ‘buono e onesto’ e dopo che Santoro ha risposto: “non è importante l'opinione che si ha di noi stessi ma quella che hanno gli altri di noi”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il