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Cedolare secca 2013: come risparmiare su case in affitto

Scegliere la cedolare secca: quanto conviene e risparmi su tasse



Scegliere la cedolare secca per risparmiare sulle tasse: la cedolare secca, che prevede un’aliquota secca sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti, che è fissata al 21% ma che scende al 19% nelle città principali, sostituisce, infatti, tutte le imposte da pagare, Irpef più addizionali, registro, bollo, oltre a quanto eventualmente dovuto in caso di risoluzione e proroga del contratto.

E conviene anche ai contribuenti di basso reddito a causa dell’inasprimento delle tasse sulla casa; infatti questi dovranno pagare l’Irpef sul 95% del canone libero (invece che sull’85%) e sul 66,5% di quello concordato (invece che sul 59,5%).

Ricordiamo poi che proprio quest'anno è entrato in vigore il taglio delle deduzioni forfettarie dal 15% al 5% sulle locazioni ordinarie imposte dalla riforma Fornero, misura che agevola i cittadini anche se esclude le case affittate a uso foresteria a banche e imprese, e negozi e laboratori dati in locazione ai privati.

Per esempio, un proprietario di appartamento in affitto da 400 euro al mese e con reddito annuo fino a 15 mila euro, secondo un prospetto pubblicato dal Sole 24 ore, risparmierebbe 60 euro rispetto alla tassazione del 2012 (con deduzione al 15%) e il triplo, 180 euro, rispetto alla nuova tassazione (con deduzione al 5%).

Il risparmio sale poi fino a 362 per coloro che hanno un reddito fino a 28 mila euro, 864 euro per quelli con un reddito fino a 55 mila e oltre i mille per chi ha redditi molto più elevati di questi. In generale, comunque, più aumenta il canone d’affitto e reddito del proprietario più cospicuo sarà il risparmio.

Con la cedolare secca, poi, chi affitta a 1.000 euro al mese e dichiara un reddito fino a 15.000 euro aderendo al 21% risparmierebbe 450 euro, chi dichiara fino a 28 mila euro pagherebbe 906 euro in meno, chi dichiara tra i 55 mila e i 75 mila euro addirittura 2.502 euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il