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Pensioni: come uscire prima nel 2013 con Riforma Fornero. Età, requisiti e assegno

Nuovi requisiti e aumento età pensionabile: cosa cambia con riforma Fornero e come lasciare prima


Uscire dal lavoro con la pensione anticipata si può nonostante i nuovi requisiti previsti dalla riforma Fornero. Unica condizione è accettare di ricevere assegni meno cospicui.

Per la pensione anticipata e per età inferiore ad anni 62, sulla quota del trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate prima del primo gennaio 2012  viene applicata una riduzione percentuale pari a 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a 2 punti per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni, cioè rispetto ai 60 anni di età.

Chi, dunque, vuole andare in pensione prima dei 62 anni, chiedendo la pensione anticipata sarà soggetto a una riduzione percentuale per ogni anno di anticipo rispetto all'età massima. La riduzione si applica sulla quota di pensione derivante solo dal sistema retributivo e non contributivo.

Ciò significa che per coloro che hanno un’anzianità contributiva pari a 18 anni al 31 dicembre 1995, la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011; se inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, la cui pensione è liquidata nel sistema misto, la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 1995. 

Per quanto riguarda le altre novità previste dalla riforma firmata dal ministro Fornero e in vigore dal primo gennaio 2013, gli uomini da quest’anno andranno in pensione con 66 anni e tre mesi, le donne dipendenti dovranno raggiungere i 62 anni e tre mesi e le autonome 63 anni e 9 mesi, che saliranno nel 2014 di 2 anni e mezzo circa; nel 2016 di 3 anni e mezzo; nel 2018 di 4 anni e mezzo.

In pensione anticipata si potrà andare solo se si sono maturati almeno 42 anni e 5 mesi di contributi se uomini e 41 anni e 5 mesi se donne. Per le donne l'aumento dell'età crescerà gradualmente fino al 2018, quando sarà equiparata a quella degli uomini.

Ma chi vorrà potrà lavorare anche fino a 75 anni, ottenendo così anche maggiori guadagni, grazie al coefficiente di calcolo della pensione più alto, cui andranno ad aggiungersi i contributi maggiori accumulati.




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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il 11/01/2013 alle ore 10:09