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Pensioni di invalidità: tagli di 275 euro con nuove regole Riforma Fornero. Chi rischia

Taglio alle pensioni di invalidità totale: le richieste di pensionati e associazioni



Sono state comunicate qualche giorno fa dall’Insp le novità per quanto riguarda le pensioni di invalidità: con una circolare, proprio durante le feste natalizie, l’Istituto di previdenza ha infatti comunicato che d’ora in poi il limite di reddito per ottenere la ricca pensione di invalidità di 275, 87 euro al mese diventa familiare.

Se fino al 2012 il limite reddituale considerato era quello relativo ai redditi strettamente personali, dal 2013 viene considerato anche quello del coniuge. Ciò significa che se tra moglie e marito, lordi, si hanno 16.127 euro l’anno, pensione d’invalidità compresa, non si riceverà più.

Se, dunque, in generale si guadagnano, per esempio, mille euro al mese, che togliendo le tasse diventano circa settecento, i pensionati potranno vivere tutto il mese con questa cifra. Colpiti saranno, dunque, migliaia di pensionati italiani.

Secondo la Cgil, le domande di nuove pensioni di inabilità rigettate in tutto il paese potrebbero essere 85mila, e per questo, i sindacati invitano l'istituto guidato da Antonio Mastrapasqua a fare marcia indietro.

Secondo Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap “È un atto gravissimo. L’Inps si sostituisce al Parlamento, assume decisioni politiche, incidendo sulla vita delle persone”.

Secondo la Federazione, questa decisione amministrativa dell’Inps non si basa su alcun dettato normativo, ma su una Sentenza della Corte di Cassazione, nemmeno pronunciata a sezioni unite, del 2011 (Sezione Lavoro 25 febbraio 2011, n. 4677) e che riguarda solo gli invalidi totali, mentre non tocca gli invalidi parziali, i sordi e i ciechi per i quali le cose resteranno esattamente come prima, creando dunque una disparità incomprensibile.

Secondo Cgil, Cisl e Uil, si crea, infatti, un'odiosa disparità di trattamento, poiché la riduzione dell'assegno interesserà soltanto gli invalidi al 100% e non chi ha invece una inabilità parziale, che continuerà a vedersi calcolata la pensione con i vecchi criteri.

 
 

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il