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Redditometro: casa, affitti, bot e btp. Tutte le voci di spesa da considerare

Investimenti di ogni genere nel mirino del nuovo redditometro: i controlli sugli italiani



Spese di ogni tipo, da quella alimentare quotidiana a quelle per l’acquisto di beni lusso, ad abbonamenti in palestre e spa; investimenti e prodotti finanziari di ogni tipo; movimenti dei conti correnti: tutto questo finisce nel mirino del nuovo redditometro 2013 che entrerà ufficialmente in vigore il prossimo marzo ma sarà retroattivo sulle dichiarazioni dei redditi del 2010, focalizzandosi, dunque, sull’anno 2009.

Uno spauracchio per i contribuenti italiani o uno strumento efficace per combattere effettivamente un’evasione fiscale che nella nostra Italia rappresenta un fenomeno da sempre incalzante?

In attesa dei primi risultati che questo nuovo strumento porterà, cerchiamo di capire come effettivamente funzionerà. Innanzitutto c’è da dire che saranno sette in particolare le voci di spesa analizzate dal redditometro: abitazione (mutui, ristrutturazioni, collaboratori domestici, elettrodomestici, telefonia fissa e mobile), mezzi di trasporto (minicar, natanti e imbarcazioni, mezzi in leasing o noleggio), assicurazioni e contributi previdenziali (obbligatori, volontari e complementari), istruzione (anche scuole di specializzazione, master, tutoraggio, corsi di preparazione agli esami e canoni di locazione per studenti universitari), attività sportive e ricreative, cura della persona (abbonamenti pay-TV, giochi online, cavalli, alberghi, viaggi organizzati e centri benessere), investimenti immobiliari e mobiliari netti (fondi d’investimento, certificati di deposito, valuta estera, oro, numismatica).

Tra le altre spese significative, donazioni in denaro a favore di onlus e simili, veterinarie. Tra le 100 voci di spesa del nuovo redditometro 2012-2013 figurano anche quelle per l'auto, e cioè le spese per l'assicurazione, il bollo, ma anche ricambio di pezzi, olio, lubrificanti e manutenzione in generale. Nel mirino anche gli investimenti, che saranno fortemente controllati, da quelli immobiliari all’acquisto di bot e btp.

Chi, per esempio, acquista un immobile dovrà dimostrare di avere disinvestito nello stesso periodo. Quindi, ad esempio, se si compra una casa da 150 mila euro cash bisogna dimostrare di avere preso da qualche altra parte quella somma, magari attraverso la vendita di altri beni o dai propri risparmi. 

Nel caso di un acquisto immobiliare con il mutuo, sarà presa in considerazione solo la somma versata cash dall’acquirente. Per quanto riguarda poi investimenti in Bot o in Btp, il Fisco accetterebbe l’ipotesi che un acquisto o un investimento sia conseguente a un disinvestimento fino a 4 anni precedenti, non di più e probabilmente questo redditometro potrebbe avere un effetto negativo sugli investimenti, perché tutti coloro che decideranno di acquistare un Bot o un Btp, sanno già preventivamente che dovranno preoccuparsi di spiegare da dove derivano i soldi con cui effettui l’investimento e se tale denaro arriva da un disinvestimento effettuato oltre quattro anni fa, allora potrebbe essere un problema, perché il Fisco non accetta spiegazioni simili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il