BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni 2013: andare sarà impossibile nei prossimi 3 mesi fino ad Aprile per Riforma Fornero

Novità pensioni e chi può lasciare nei prossimi mesi



Dal primo gennaio 2013 sono in vigore le nuove norme della riforma Fornero sulle pensioni, prima fra tutte l’estensione del sistema contributivo per tutti. E cambiano le età pensionabili e i calcoli per gli assegni da percepire in base a quanto si rimane a lavoro. Intanto in attesa del via libera ai primi 65.000 salvaguardati, nei prossimi 3 mesi si potrà andare in pensione con il contagocce.

Fino ad aprile, infatti, riusciranno a uscire dal lavoro solo pochissime persone, in gran parte lavoratori autonomi che usufruiscono ancora delle vecchie regole (18 mesi di attesa per la finestra mobile una volta raggiunti i requisiti nel 2011).

Per tutti gli altri scatta invece la mannaia delle norme Fornero e di quelle sull'aspettativa di vita che aggiungono 3 mesi di attesa.

Dal 2013, per la pensione anticipata e per età inferiore ad anni 62, sulla quota del trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate prima del primo gennaio 2012  viene applicata una riduzione percentuale pari a 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a 2 punti per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni, cioè rispetto ai 60 anni di età.

Chi, dunque, vuole andare in pensione prima dei 62 anni, chiedendo la pensione anticipata sarà soggetto a una riduzione percentuale per ogni anno di anticipo rispetto all'età massima.

Dal primo gennaio 2013, gli uomini da quest’anno andranno in pensione con 66 anni e tre mesi, le donne dipendenti dovranno raggiungere i 62 anni e tre mesi e le autonome 63 anni e 9 mesi, che saliranno nel 2014 di 2 anni e mezzo circa; nel 2016 di 3 anni e mezzo; nel 2018 di 4 anni e mezzo. In pensione anticipata si potrà andare solo se si sono maturati almeno 42 anni e 5 mesi di contributi se uomini e 41 anni e 5 mesi se donne.

Per le donne l'aumento dell'età crescerà gradualmente fino al 2018, quando sarà equiparata a quella degli uomini. Ma chi vorrà potrà lavorare anche fino a 75 anni, ottenendo così anche maggiori guadagni, grazie al coefficiente di calcolo della pensione più alto, cui andranno ad aggiungersi i contributi maggiori accumulati.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il