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Esodati: cambiano le condizioni per andare in pensione nel 2013 per Riforma Fornero

Esodati: una questione ancora aperta. Chi può andare in pensione oggi



Ormai alle soglie delle prossime elezioni politiche 2013, tutti i partiti si dichiarano fortemente impegnati per trovare una soluzione urgente per gli esodati, categoria di lavoratori rimasti nel limbo tra lavoro e pensione.

Mentre continua il balletto dei numeri circa la platea degli eventuali interessati dalle necessarie tutele, e mentre i candidati alle prossime elezioni, da Bersani a Berlusconi, promettono di sciogliere finalmente il loro nodo, secondo la Cgil, sarebbero ancora 200 mila le persone senza tutele.

Il sindacato arriva a questa cifra riunendo, in particolare, tutti i lavoratori che hanno sottoscritto accordi di mobilità validi dopo il 4 dicembre 2011, quelli che hanno firmato fuori dalle sedi di carattere governativo, e chi, entro il 6 dicembre 2011, non aveva ancora effettuato un solo versamento volontario. Rientrano in questa platea anche molte donne che, in base alla riforma del ’92, potevano andare in pensione a 60 con soli 15 anni di contributi.

Ecco perché, il Pd vuole trovare una soluzione tanto che Pierluigi Bersani ha confermato che uno dei primi punti del suo programma sarà proprio quello di sistemare gli esodati e nello stesso tempo prevedere un’uscita pensioni più graduale.

Pronto anche il Pdl a rivedere la norma esodati, ma anche il dimissionario Monti ha annunciato di rivedere la questione. Intanto i due decreti principali sugli esodati, uno ad hoc e l’altro della spending review, riguardano solo i primi 65mila salvaguardati, per cui si attende solo l’ok definitivo, mentre il successivo provvedimento in materia di normativa pro-esodati è fermo alla Corte dei Conti.

Gli unici che sembrano poter usufruire dei diritti per la pensione, da qui al prossimo aprile, sono solo gli autonomi, ancora sottoposti alle norme precedenti l’entrata in vigore della riforma Fornero, mentre i lavoratori con contratto dipendente giunti ai 66 anni di età dovranno attendere ancora altri tre mesi, per effetto dell’allungamento dell’aspettativa di vita previsto proprio dalla riforma Fornero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il