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Imu in ritardo: oggi ultimo giorno per pagare con ravvedimento breve. Come fare, regole e multe

Imu 2012: scade oggi ravvedimento breve. Quanto pagare



E’ scaduto lo scorso 16 dicembre il termine ultimo di pagamento dell’ultima rata Imu 2012, ma per i ritardatari ci sono ancora possibilità per ravvedersi.

Chi, infatti, non è riuscito sarà soggetto multe, in particolare: chi ritarderà di pochi giorni dovrà pagare il cosiddetto ravvedimento operoso che prevede una multa pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo nelle prime due settimane; poi dal quindicesimo al trentesimo giorno di ritardo, la sanzione salirà al 3%, mentre dai 30 giorni fino ad un anno dallo scadere della rata si applica una sanzione pari al 3,75% dell'imposta dovuta.

Alla multa si dovranno aggiungere gli interessi legali per il ritardo, il cui tasso annuale è del 2,5%. Trascorso un anno di ritardo dal termine di scadenza, il ravvedimento operoso non sarà più possibile la sanzione da pagare sarà pari al 30% dell'imposta.

In particolare, il ravvedimento operoso può avvenire secondo tre diversi modi in relazione al differimento dei termini rispetto alla scadenza originaria. Il ravvedimento può essere Sprint, Breve e Lungo: il primo caso si verifica quando il pagamento viene effettuato entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine e la sanzione applicabile si riduce allo 0,2% per ogni giorno di ritardo; in questo caso quindi entro il giorno 30 dicembre 2012.

Il ravvedimento Breve si verifica, come sopra accennato, dal 15esimo al 30esimo giorno di ritardo e la sanzione sarà del 3%; in questo caso entro oggi, martedì 15 gennaio 2013. Successivamente, al 15 gennaio 2013, occorre utilizzare il ravvedimento Lungo che prevede come termine un anno dalla data dell’omesso versamento, cioè il 16 dicembre 2013 e per cui sanzione prevista sarà del 3,75% .

Solo l’adempimento spontaneo, prima che le violazioni di omesso, parziale o tardivo versamento del tributo siano verificate dal comune, evita di far scattare la pena del 30%.

Nel caso in cui sia il comune a riscontrare la violazione, oltre alla sanzione prevista, gli interessi sono dovuti al tasso legale, a meno che l’amministrazione comunale non opti, con regolamento, di stabilire un tasso differente che può giungere fino al 5,5 %.

Il comune ha, infatti, facoltà di incrementare la misura degli interessi fino a 3 punti percentuali rispetto al tasso legale, in base a quanto regola l’articolo 1, comma 165, della Finanziaria 2007(legge 296/2006).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il