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Redditometro: controlli solo su 35mila persone. e nuove regole a correzione delle precedenti

Nuovo redditometro su 35mila contribuenti. Come accertare lo scostamento



E’ da settimane che si parla ormai del nuovo redditometro, strumento di controllo del fisco che debutterà ufficialmente a marzo e che sta creando non pochi timori nei contribuenti italiani. Ma a placare gli animi arrivano nuovi chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia, infatti, ha chiarito che il nuovo strumento di controllo contro l'evasione fiscale non dovrebbe prendere di mira particolari beni-simbolo, come in passato è avvenuto con le imbarcazioni di lusso o i Suv, piuttosto lo scopo è quello di far emergere redditi non dichiarati e se il reddito complessivo accertato dal fisco supererà del 20% quello dichiarato, scatterà la richiesta di chiarimenti, che non è ancora un accertamento (che partirà solo se le spiegazioni del contribuente non avranno convinto).

L'Agenzia delle Entrate ha, inoltre, spiegato che la percentuale del 20% si riferisce al reddito dichiarato non a quello accertato. Per esempio, se dopo verifiche, il fisco attribuisce a un contribuente un reddito di 100 mila e questo ne ha dichiarati 82 mila, il 20% va calcolato su quest'ultima cifra.

Dunque, essendo quel 20% pari a 16.400 euro e lo scostamento pari a 18 mila euro, dunque superiore, il fisco procederà alla richiesta di chiarimenti. Totalmente esenti dai controlli le borse di studio, i compensi non superiori a 7.500 euro derivanti da attività sportive dilettantistiche, le pensioni, gli assegni, le indennità di accompagnamento e gli assegni erogati ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi civili, le pensioni sociali, l'assegno di maternità per la donna non lavoratrice, e le rendite Inail, esclusa l'indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta.

Previsti inizialmente per il nuovo redditometro 35mila controlli, che saranno mirati, dunque, non una campagna a tappeto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il