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Ilva Taranto: riunione azienda a Milano dopo no giudici sblocco merci. Problemi stipendi e commesse

A Milano si decide il futuro dello stabilimento di Taranto: la situazione



Dopo le ultime notizie sul sequestro dei prodotti dell'Ilva, arrivata ieri dai giudici del Tribunale dell'appello che hanno deciso di sollevare un'eccezione di costituzionalità alla Consulta in merito alla legge 231 dello scorso 24 dicembre che autorizza il siderurgico di Taranto sia a produrre che a commercializzare i prodotti realizzati prima del 3 dicembre scorso, giorno in cui è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto da cui è poi nata la legge sull'Ilva, è a Milano che si sta discutendo sul futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto.

Obiettivo: definire le scelte da adottare per lo stabilimento che conta quasi dodicimila dipendenti, da luglio al centro del terremoto giudiziario scatenato dall'inchiesta sull'inquinamento killer, e per cui sarebbero a rischio gli stipendi già dal prossimo febbraio. La situazione sembra critica ma c’è chi si batte per difenderne l’operatività.

A Roma, intanto, il sostituto procuratore generale della Cassazione Nicola Lettieri, ha chiesto la conferma degli arresti domiciliari, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Taranto sul disastro ambientale prodotto dall'Ilva, per Emilio e Nicola Riva, padre e figlio proprietari dell'acciaieria.

Il Pg ha chiesto la conferma dei domiciliari anche per Luigi Capogrosso, ex direttore dello stabilimento Ilva di Taranto. Ma la situazione, da un punto di vista meramente economico, sembra precipitare. Il blocco delle merci, infatti, ha già causato l'annullamento di un ordine di 25.000 tonnellate di tubi prodotti dall'Ilva di Taranto per la realizzazione di un oleodotto in Oklahoma.

La consegna delle 25.000 tonnellate di tubi grezzi (25 milioni di dollari il valore complessivo) sarebbe dovuta avvenire in tre momenti: prima e seconda tranche entro novembre 2012 e la terza entro gennaio 2013.

La prima tranche del prodotto è costituita dalle 9500 tonnellate di tubi sotto sequestro nell'area portuale di Taranto.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il